Taranto è.

Miei splendidissimi quattro lettori e mezzo, questi sono giorni speciali e vorrei condividerli con voi perché le buone notizie esistono e sono il carburante delle nostre vite, quei piccoli o grandi eventi che ci permettono di inspirare a fondo aria pulita. Ed è proprio di questo desiderio di aria pulita che vorrei rendervi partecipi attraverso le idee e gli intenti di una cara amica riscoperta attraverso Facebook.

Sono partita dalla mia città di origine da molti anni, a volte ci sono tornata per brevi periodi e mi manca, ma obbiettivamente, non ho mai pensato di tornarci a vivere. A qualcuno di voi è mai capitato di avere sentimenti così contrastanti? Per Taranto, oltre ai fortissimi legami famigliari, ho sempre avuto rispetto, amore e compassione. È una città i cui tramonti sono stati cantati da Gabriele D’Annunzio decenni prima che l’Italsider/Ilva ci arrugginisse il cielo, molte nobili menti l’hanno amata nel corso dei secoli, altri bistrattata come è nell’ordine delle cose che sia. Nonostante la diossina, Taranto possiede ancora molte qualità che albergano nella sua Storia, nel territorio, e nei tarantini come la mia amica Simona Internò.

Fontana Rosa dei Venti - Taranto

Fontana Rosa dei Venti – Taranto

Simona, che ho conosciuto ancora piccolina nel gruppo scout che frequentavamo fra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta, è della ristretta cerchia di coloro che coltivano il proprio giardino intellettuale con grande cura e spesso silenziosamente, ma non troppo; ed ecco, quindi, che io per prima sono curiosa delle sua visione sulla città e su tutto ciò che di nuovo e fresco è nato in quest’ultimo decennio a sua protezione; questa visione l’ha portata a ricevere l’incarico di Commissario della Federazione dei Verdi di Puglia fino a settembre 2015 ed io lo considero un evento importante e auguro a lei , a coloro che la sosterranno attivamente e ai pugliesi tutti, che sia anche un evento fondamentale per il processo di risveglio civico e culturale che ha investito Taranto e la Puglia in questi ultimi decenni.

Simona Internò

Simona Internò

Domanda: Simona quando hai iniziato ad avvicinarti alle tematiche sociali ed ambientaliste della città di Taranto? Ti ricordo appena ragazzina, ma so che hai seguito un percorso di studi specifico e hai partecipato attivamente a vario titolo a molte attività riguardanti la rinascita civica e ambientale di Taranto.

Cara Aleksandra, sono onorata delle tue parole e dello sguardo che rivolgi alle vicende in cui sono coinvolta in questi giorni difficili. L’esperienza dello scoutismo mi ha permesso di vivere emozioni intense legate al gruppo degli amici con cui siamo cresciute, ti ricordo espansiva e passionale, io al contrario ero una ragazzina molto timida e introversa, guardavo te e le mie sorelle e mi chiedevo se anche io un giorno sarei stata come voi. In realtà non è stato così, ero ancora timida e fortemente riflessiva. Ho subito sentito il desiderio di sperimentarmi nel servizio educativo . Ho deciso di seguire gli studi pedagogici, in particolare mi attraeva la progettazione educativa, ideare attività e giochi con obiettivi che conducessero i ragazzi a riflettere su cosa è davvero importante per loro. Ma qualcosa mi chiamava, era la vita fuori dalla parrocchia. Ho sentito che dovevo vivere senza la protezione del gruppo e dell’uniforme che ormai era una corazza… ed ho iniziato a lavorare come cameriera e come truccatrice fino alla laurea, poi in qualità di tutor nei corsi di formazione per gli adulti. Ho seguito un corso in marketing e comunicazione e poi uno da animatore sociale. Negli ultimi anni di studio avevo capito che il mondo delle aziende e dell’economia aveva su di me un fascino inspiegabile, mi interessava analizzare i meccanismi e le relazioni sottese alla quotidianità aziendale , con tutte le culture e subculture e le resistenze al cambiamento che ogni realtà sociale porta con sé. Ho frequentato allora un master in Gestione delle Risorse Umane e subito dopo ho vissuto la bellissima esperienza di stage per sei mesi presso un’agenzia per il lavoro interinale. Negli ultimi anni mi sono occupata di consulenza e formazione per l’apprendistato formativo, ho fatto docenze e il commerciale, ma anche la segretaria amministrativa, ho persino venduto le valvole meccaniche per sei mesi. Ho sempre voluto sperimentarmi in nuovi campi perché ogni esperienza ti fa fare un passo oltre l’immagine che hai di te stesso. Ho cercato un lavoro stabile ma a Taranto non è facile, bisogna adattarsi continuamente e spesso attendere il lavoro giusto, con la consapevolezza che potrebbe durare qualche mese prima che il progetto si chiuda o cambino le condizioni contrattuali a causa della crisi economica che dal 2008 si fa sentire più forte. Avendo spesso molto tempo libero non ho mai smesso di dedicarmi all’associazionismo. E’ una realtà che aiuta a dare gratuitamente qualcosa di sé, stabilendo legami umani solidi e in molti casi indissolubili nel tempo. Dal 2006 ad oggi ho collaborato attivamente come volontaria con il Centro di Cultura “G. Lazzati” di Taranto, seguendo in particolare le tematiche del’etica per la P.A., la Responsabilità sociale d’impresa e dal 2010 ci dedichiamo alla realizzazione di una Scuola Mediterranea di Economia Civile, realizzando una summer school per giovani aspiranti imprenditori e professionisti. Nel 2010 lanciai una proposta di collaborazione tra associazioni che volevano valorizzare gli spazi abbandonati della città, creammo la “rete per gli spazi in condivisione”. E’stata un’esperienza molto intensa che ha coinvolto circa 60 associazioni, con riunioni settimanali di cui facevo i report e che mi portavano ad avere un ruolo di mediazione continua.

comitatodonnepertaranto

D: So che sono molteplici esperienze, ce ne puoi raccontare una che ti è stata particolarmente a cuore?

Lo stage nell’agenzia per il lavoro è di sicuro una delle esperienze più belle che ho fatto: la selezione e l’accoglienza di varie centinaia di persone a settimana mi ha consentito di confrontarmi costantemente con la necessità e le esperienze di chi voleva cambiare la propria condizione di vita,ascoltandoli e aiutandoli, quando me lo permettevano, a definire meglio il loro profilo professionale per presentarsi alle aziende. L’assunzione a tempo indeterminato di alcuni di loro è stata una delle gratificazioni più grandi che abbia avuto. Il lavoro ha a che fare l’identità e le qualità di ognuno, ti può annullare, come mi accadde lavorando nei call center, o ti può appassionare, ma può anche soffocare le relazioni affettive, quando le regole aziendali violano il diritto ad un ambiente salubre e la sicurezza sul lavoro e il mondo circostante non comprende il tuo disagio, continuando a dirti che devi fare dei sacrifici per portare avanti la famiglia. E’ quello che accadeva ad alcuni miei amici. Comprendi il perché di tanti acquisti inutili per cercare gratificazioni al di fuori di sé e dei rapporti affettivi, oltre che lo svilimento delle relazioni di coppia.

D: Ci sono delle associazioni o delle iniziative nella città di Taranto cui non hai partecipato, ma che vorresti menzionare?

Dopo l’esperienza della rete di associazioni , temporaneamente sospesa perché le istituzioni si sono rifiutate di rispondere alle richieste che ponevamo, chiudendo letteralmente le porte al nostro entusiasmo con regolamenti inadeguati rispetto all’art. 118 della Costituzione (vedi tutta la letteratura sulla sussidiarietà orizzontale e verticale)  ho capito anche i limiti dell’azione associativa e la necessità di convogliare le forze sui luoghi in cui vengono prese le decisioni, ovvero i luoghi della politica. In quello stesso periodo nasceva un gruppo di pressione tra gli operai che si definì “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Mi sarebbe piaciuto partecipare alle riunioni e alle attività, ma sentivo che la definizione iniziale dell’identità di un gruppo così carico di energie richiedeva una capacità di ascolto e autocontrollo che rischiavo di non avere. Ho guardato a distanza la crescita e l’evoluzione di quel movimento partecipando comunque a tutte le manifestazioni e gli eventi da loro organizzati, ma non sono mai entrata nella loro dimensione associativa, anche perché contemporaneamente mi sono dedicata all’impegno politico e questo avrebbe creato grosse resistenze nei miei confronti e molti preconcetti rispetto allo scopo di ogni mio eventuale intervento.

D: Quanta parte, secondo te possono aver avuto nel coinvolgimento attivo dei tarantini certe forme di socializzazione come i concerti del Primo maggio o i social network e quindi una fruizione diffusa di internet?

I social network sono stati essenziali, perché hanno consentito di conservare e diffondere le informazioni anche a distanza e al di fuori dei rapporti di potere spesso rilevabili nelle testate giornalistiche locali, inizialmente molti comunicati stampa non venivano pubblicati, mentre trovavano immediata diffusione in rete. La stessa rete aiuta a conservare la memoria rispetto alle esperienze vissute e ha consentito di rielaborare socialmente le emozioni , sia positive che negative, dando anche la possibilità di definire i contorni delle realtà associative e politiche nascenti. Di sicuro in molti casi ci si è lamentati di aver dedicato troppo tempo a confronti e scontri ‘pubblici’ in rete, ma non si può negare che le persone tendono a rappresentarsi nei social proprio come vorrebbero essere nella realtà.

confrontarsi insieme per il Primo maggio a Taranto (2014)

confrontarsi insieme per il Primo maggio a Taranto (2014)

Il concerto del Primo maggio tarantino è un evento nato dal lavoro di gruppi di persone e artisti che hanno operato prima di tutto sul campo, ma non è chiaro quanto la rete abbia realmente influito sulla riuscita dell’evento. Di sicuro il merito è tutto dello staff organizzativo e della comunicazione che lavorano ormai da tre anni in maniera incessante con tutti i mezzi a loro disposizione. Il messaggio del Primo maggio tarantino è decisamente politico. Ciò che fa ben sperare è proprio la scelta degli artisti di partecipare ad un evento così fortemente connotato dalla denuncia sociale e soprattutto la loro presenza gratuita. Le loro parole possono far passare più facilmente un messaggio di riscatto e stimolare le istituzioni e le imprese, perché comprendano che non possono pensare di continuare ad agire indisturbate ignorando le richieste della cittadinanza che ora chiede ascolto e nuove opportunità di rinascita culturale.

D: Sto leggendo Good Morning diossina, di Angelo Bonelli e non sono arrivata ancora all’esempio del progetto di Bilbao, potresti accennarmi brevemente in cosa consiste?

Bilbao è una città che in passato presentava problematiche molto simili a Taranto, poiché lo sviluppo industriale aveva preso il sopravvento sugli equilibri urbani, devastando l’ecosistema e riducendo le attività economiche a puro sfruttamento indiscriminato delle risorse del territorio, con altissimi livelli di inquinamento. Finché non si è manifestata una chiara volontà politica di convertire culturalmente la città, investendo sull’università, la ricerca scientifica e tecnologica, l’accoglienza e il turismo culturale. Sono stati usati fondi europei destinati a grandi eventi che hanno consentito di ridisegnare l’urbanistica restituendo al verde ampi spazi e agevolando la nascita di aziende specializzate in nuove tecnologie e comunicazione. Le aree inquinate da anni di sversamenti di liquami, sono state bonificate. La realizzazione di grandi strutture ricettive per convention consente oggi di essere una delle mete d’eccellenza. Bilbao è un esempio di riconversione totale, rinunciando ad attività produttive potenzialmente inquinanti.

bonelli

Angelo Bonelli

D: Quanto sono importanti le nuove tecnologie nella progettualità “verde”? Esistono figure specifiche che seguono con attenzione l’evoluzione delle Scienze?

Le strategie verdi guardano con estremo interesse le nuove tecnologie. Basti pensare alle fonti di energia rinnovabili come le tegole per le coperture delle case o il minieolico, ma anche la ricerca orientata alla conservazione dell’energia prodotta. Non possiamo pensare di continuare ad estrarre all’infinito petrolio o fonti fossili da sottosuolo. Tali risorse saranno terminate tra pochi decenni e il costo delle attività produttive salirà in maniera esponenziale al punto di non ritorno. In questa ottica bisogna prendere in seria considerazione politiche energetiche volte alla ricerca di soluzioni ecosostenibili, già note ma non prese in considerazione a causa degli interessi delle lobbies del petrolio, del gas e del carbone che continuano a sfruttare i territori in maniera indiscriminata, supportate da politiche nazionali che acconsentono alle trivellazioni dei mari con danni irreparabili degli ecosistemi marini e, per esempio, alla realizzazione di nuovi pozzi petroliferi nelle terre lucane per la produzione di idrocarburi, accelerando processi franosi e inquinando anche le falde acquifere con sostanze altamente nocive per la salute.

D: Insieme ci siamo preoccupate della diffusione corretta di questo articolo perché nonostante io abbia un piccolissimo pubblico, è molto importante per gli intenti che vi siete prefissati che sia limpido e corretto e a me interessa ampliare le mie vedute, informare e incuriosire. Ci doneresti una tua definizione del fare politica?

Per me fare politica equivale a essere parte integrante e attiva della comunità, confrontarsi con la vita quotidiana, prenderci cura insieme della nostra terra, della cultura che la caratterizza e che ci identifica, oltre che consentire a tutti la fruizione dei beni comuni e delle bellezze artistiche e ambientali presenti nei luoghi in cui viviamo.

D: Cosa significherà per te e per i tuoi conterranei l’incarico di Commissario per i Verdi che hai appena ricevuto?

Questo incarico è il frutto di un impegno, quello di dare voce alle realtà territoriali pugliesi che fino ad oggi hanno operato in maniera isolata, senza mettersi in connessione tra loro. La realtà federata pugliese che vogliamo ricostruire e rinnovare con nuove adesioni, deve trovare la forza di muoversi compatta per supportare le reciproche battaglie sociali e scambiare informazioni e saperi utili a cercare insieme soluzioni innovative di sviluppo e rilancio di quelle realtà che vivono emergenze ambientali e sanitarie. La Puglia è costellata di problematiche ambientali e scempi operati in questi anni da politiche energetiche e edilizie scellerate. Intendiamo affermare il diritto alla vita, alla cura della terra per conservare un’identità agricola, ma anche quella capacità di fare impresa in maniera consapevole e rispettosa del territorio, fondata su relazioni e comportamenti responsabili e virtuosi.

link al sito dei Verdi di Taranto

Good Morning Diossina scaricabile in pdf

peacelink

Aleksandra Semitaio e Simona Internò

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Informazioni su Aleksandra Semitaio

Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine. Vedi tutti gli articoli di Aleksandra Semitaio

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