Consent is everything: il contenuto è semplice come una tazza di tè

consentiseverythingcopertina

Il contenuto è tutto e lo sanno molto bene in Gran Bretagna, dove hanno dato vita alla campagna  “Consent is everything” (Il consenso è tutto) contro le violenze sessuali. Un video e un sito di grande impatto nati grazie alla partnership dell’Oxford University Student Union, della Thames Valley Police, di Rape Crisis (organizzazione a supporto delle donne vittime di violenza) e dell’Oxfordshire Sexual Abuse & Rape Crisis Centre (collettivo di donne impegnato a sostenere i sopravvissuti ad abusi sessuali, stupri, violenze domestiche e molestie).

Consent is everything è soprattutto un video che trasmette con grande delicatezza e con toni tipicamente british gli intenti di questa campagna contro lo stupro. Mai come in quest’epoca potrebbe essere un altro di quegli esempi di successo che ci permettono di diffondere il messaggio e al contempo di spiegare quanto il visual storytelling debba necessariamente essere parte di una campagna di content marketing efficace e coinvolgente.

Non si può più ignorare che uno dei mezzi più efficaci a nostra disposizione siano le immagini. La tendenza di quest’ultimo periodo, svelata e analizzata da molteplici indagini statistiche, è quella di affidare la comunicazione online e offline ai video che, più e meglio di un’immagine statica, attraggono noi utenti, ci coinvolgono e, se ben fatti, rendono virale la condivisione sui social media.

consentiseverything1

Poiché è dimostrato che ricordiamo circa l’80% di ciò che vediamo, è più che naturale avvalersi di immagini e video per diffondere messaggi, tanto che ormai quasi tutti i nostri post sui social network sono corredati di una fotografia, di un fumetto o di una gif animata (trend di questi ultimi mesi che unisce i pregi del video alla brevità della scena ritratta). Anche gli articoli di un blog o di un quotidiano online non possono fare a meno del contenuto visuale; i video, inoltre, se coerenti con il contenuto testuale, favoriscono per il 37% l’engagement degli utenti  e accrescono il valore di un sito per gli inserzionisti.

Un articolo o un messaggio corredato di un’immagine ha il 94% in più di probabilità di essere letto e condiviso. Il contenuto visuale ha il pregio di essere fruibile nell’immediato e di non dover essere spiegato; è, inoltre, un mezzo di comunicazione trasversale che incide sulla nostra propensione ad accogliere ciò che viene raccontato come verosimile, questo perché favorisce l’immedesimazione dell’utente che lo esperisce facendo leva sulle sue emozioni. Il 90% delle informazioni processate dal nostro cervello è costituito da contenuto non verbale.

Il video di Consent is everything sfrutta la consuetudine tutta britannica di offrire tazze di tè ad ospiti e amici e la trasforma in una metafora dell’invito ad avere rapporti intimi con tutto ciò che ne consegue in termini di accettazione o rifiuto: “You should just put the tea down, make sure the unconscious person is safe, and this is the important part again, don’t make them drink the tea. They said “yes” then, sure, but unconscious people don’t want tea.”

“Dovete posare la tazza di tè e assicurarvi che la persona che ha perso i sensi stia bene e, questa è la parte più importante, non dovete fargli bere il tè. È vero, aveva detto che voleva bere una tazza di tè, ma se è svenuta non può desiderare ancora di bere del tè.”

Che si tratti di tè o sesso, il consenso è tutto. Potete supportare la campagna creando una foto profilo con l’hashtag #consentiseverything usando il sito Twibbon a questo link.

“If you’re still struggling with consent just imagine instead of initiating sex you’re making them a cup of tea.

You say “hey, would you like a cup of tea?” and they go “oh my god I would love a cup of tea. Thank you!” Then you know they want a cup of tea.

If you say “hey, would you like a cup of tea?” and they’re like “er you know I’m not really sure…” then you can make them a cup of tea, or not, but be aware that they might not drink it, and if they don’t drink it then – and this is the important bit – don’t make them drink it.

Just because you made it doesn’t mean you are entitled to watch them drink it.

And if they say “no thank you” then don’t make them tea. At all. Just don’t make them tea, don’t make them drink tea, don’t get annoyed at them for not wanting tea. They just don’t want tea, ok?

They might say “yes please that’s kind of you” and then when the tea arrives they actually don’t want the tea at all. Sure, that’s kind of annoying as you’ve gone to all the effort of making the tea, but they remain under no obligation to drink the tea.

They did want tea, now they don’t. Some people change their mind in the time it takes to boil that kettle, brew the tea and add the milk. And it’s ok for people to change their mind. And you are still not entitled to watch them drink it.

And if they are unconscious, don’t make them tea. Unconscious people don’t want tea and they can’t answer the question “do you want tea” because they are unconscious.

Ok, maybe they were conscious when you asked them if they wanted tea, and they said yes, but in the time it took you to boil that kettle, brew the tea and add the milk they are now unconscious.

You should just put the tea down, make sure the unconscious person is safe, and this is the important part again, don’t make them drink the tea. They said “yes” then, sure, but unconscious people don’t want tea.

If someone said “yes” to tea, started drinking it, and then passed out before they’d finished it, don’t keep on pouring it down their throat. Take the tea away. Make sure they are safe. Because unconscious people don’t want tea. Trust me on this.

If someone said “yes” to tea around your house last Saturday, that doesn’t mean they want you to make them tea all the time. They don’t want you to come around to their place unexpectedly and make them tea and force them to drink it going “but you wanted tea last week”, or to wake up to find you pouring tea down their throat going “but you wanted tea last night.”

If you can understand how completely ludicrous it is to force people to have tea when they don’t want tea, and you are able to understand when people don’t want tea, then how hard is it to understand when it comes to sex?

Whether it’s tea or sex, Consent is Everything.

And on that note, I am going to make myself a cup of tea.”

Annunci

Informazioni su Aleksandra Semitaio

Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine. Vedi tutti gli articoli di Aleksandra Semitaio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Al Bar Etna

Il Bar era, è, e auspico resti, quel luogo per riunirsi, stare insieme o soli, scambiare o ascoltare racconti, fatti, idee, informazioni, mentre si sorseggia un caffé o un drink

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

ilpagliarino

Che la luce sia con te ...il portfolio fotografico di Luca Pagliarino

IL BLOG DELLA GHIANDAIA IMITATRICE

Peeta: Tu mi ami, vero o falso? Katniss: Vero!!!

pe®izoma

Bisogna farsi Dio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: