Boatify: nascita di una startup nell’era della Sharing Economy

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Un martedì come un altro di novembre, i nomadi digitali possono incontrarsi ovunque nel mondo. Ogni volta che mi reco presso lo spazio coworking dell’Impact Hub di Siracusa, è come se il mondo si muovesse tutto insieme verso di me regalandomi l’opportunità di conoscere sempre nuove persone.

Quando ho incontrato Johannes Röhrenbach (o Roerenbach), 30 anni, di Zurigo, ho deciso subito che dovevo condividere la sua storia e, fra un tè e qualche telefonata di lavoro, siamo riusciti a farci una gran bella chiacchierata sul suo progetto per una piattaforma online dedicata al mondo della nautica.

Johannes è founder e manager di Boatify, startup che nasce con un occhio alla Sharing Economy e uno alla più grande piattaforma per pubblicare, scoprire e prenotare alloggi in tutto il mondo: Airbnb. Abbiamo realizzato l’intervista in un momento cruciale del processo per la concretizzazione dell’impresa: i due mesi antecedenti al lancio vero e proprio.

Domanda: Raccontaci come ti è venuta l’idea di Boatify.

Risposta: Vivo in un’imbarcazione adattata ad abitazione a Zurigo ed è una bella esperienza.

D: Da quanto tempo sei qui in Italia? Perché hai scelto di passare un periodo qui a Siracusa?

R: Sono qui a Siracusa solo da una settimana (n.d.a. il 3 novembre) e sono venuto in Italia perché il Mar Mediterraneo è uno degli snodi cruciali per il mondo della nautica ed è importante per il tipo di ricerca che sto facendo in questo momento.

D: Perché creare una piattaforma simile ad Airbnb?

R: La prima cosa che mi viene in mente è  la mia personalissima esperienza di vita in una barca. La seconda è che il mondo della nautica e delle imbarcazioni è perfetto nell’ambito di un progetto ispirato al concetto di Sharing Economy. Questo perché l’Economia della Condivisione è un sistema dove i beni e i servizi si possono usare solo quando se ne ha bisogno e, quando penso che chiunque possiede barche non può usarle sempre (pensa che le barche sono ferme per il 95% del tempo nell’arco di un anno), sono certo che Boatify sia la soluzione giusta per far incontrare coloro che le possiedono con chi vorrebbe usarle. 

JohannesRoerenbach

Johannes Röhrenbach

D: Quindi hai fatto delle ricerche di mercato?

R: Ne ho fatte molte. Innanzitutto, ho cercato di avere dati sul numero di imbarcazioni e sulla ricettività del mercato nelle varie zone del mondo. Per esempio, in Germania, in Svizzera e in Italia la ricettività del mercato è differente in confronto agli Stati Uniti. Negli Stati Uniti le persone sono già molto propense ad usare servizi basati sul concetto di Sharing Economy, lì il mercato è davvero attraente.

Negli Stati Uniti ci sono 13 milioni di  barche private che potrebbero entrare a far parte di community come quella di Boatify. Per quanto riguarda la Germania parliamo di circa 500 mila barche (di cui circa 350 mila solo nella regione limitrofa a Berlino) e in Svizzera ce ne sono circa 100 mila. Sono davvero tante se pensi che per avviare Boatify con circa diecimila imbarcazioni a disposizione, saremmo già a buon punto.

Un’altra ricerca che abbiamo fatto è stata quella che riguarda i probabili competitor: sappiamo che in Europa non siamo gli unici, ma il concept di partenza è diverso.  Comunque, anche queste piattaforme stanno iniziando adesso, ti parlo di realtà francesi come Boaterfly, ma in questo caso i servizi sono limitati al noleggio fra privati. 

D: Quindi come ci racconteresti il valore aggiunto di Boatify?

R: Non voglio limitarmi a creare un canale per affittare barche, ma coinvolgere da un lato persone con competenze diverse per creare una comunità di professionisti del settore, una rete di persone che fanno cose con le barche e quindi una rete di servizi cui tutti coloro che hanno interesse possono accedere.

Lavoratori del settore e proprietari di barche insieme ai clienti comunicheranno all’interno della piattaforma per scambiarsi informazioni, servizi e opportunità di lavoro. La Sharing Economy è basata anche sul concetto dell’ampliamento della possibilità di incontrarsi. Le barche sono un asset perfetto ed è molto facile connettere persone con questo interesse in comune.

Un’altra cosa molto importante che sto facendo è intercettare i costumer che  hanno bisogno di questa piattaforma. Per riuscirci, una parte della mia strategia è stata quella di affittare la mia barca a Zurigo. L’ho affittata grazie ad Airbnb e ho già iniziato a ricevere molti feedback.

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D: E ti hanno detto che preferirebbero una piattaforma dedicata?

R: Sì, perché non esiste la possibilità di cercare tipi di imbarcazioni su Airbnb, ma solo la zona in cui vorresti vivere in affitto. Inoltre, voglio diversificare i servizi, proponendo, per esempio, driving lesson ed eventi. Io penso a Boatify come ad un mondo per un tema, mentre Airbnb è un prodotto per un mondo.

D: Hai un altro lavoro, quali sono le tue esperienze e le tue competenze?

R: Non ho competenze specificamente informatiche, il mio background appartiene al mondo dell’entrepreneurship. Quando ho avuto l’idea di Boatify, ho lasciato il mio lavoro e successivamente ho deciso di trasferirmi in Italia perché la Sicilia è al centro del Mediterraneo e ritengo sia molto importante per questo tipo di mercato.

D: Raccontaci del team di Boatify.

R: Si può dire che sia diviso in due parti: il core team che partecipa attivamente alla fase di startup e gli ambassador, il cui compito è diffondere la mission di Boatify, cercare le barche, i proprietari e i professionisti desiderosi di essere coinvolti in questo progetto.  Attualmente c’è un ambassador operativo a Dubai, due sono in Svizzera e tre in Germania. Sto cercando ambassador anche per l’Italia.

Ho anche bisogno di un social media manager per il quale ho già pubblicato un annuncio sulla pagina Facebook di Boatify e di un co-founder che desideri lavorare con me per realizzare questo progetto, una persona che abbia esperienza a livello legale, marketing o finanziario.

D: A che punto è il progetto grafico del sito?

R: In questi giorni stiamo definendo la grafica della landing page, la mia collaboratrice è una web designer italiana che vive a Berlino. Insieme a lei stiamo anche testando le interazioni possibili da parte dei futuri user. 

D: Quando avverrà il lancio di Boatify? In quale paese pensi di registrare la startup?

R: Il lancio avverrà a gennaio 2016 e sarà probabilmente un’impresa svizzera perché faccio base a Zurigo e le condizioni economiche sono migliori, ma non è ancora detto, devo ancora decidere. 

D: Poiché è un progetto che si concretizzerà nei prossimi mesi, pensi che potrebbero esserci problemi a livello concorrenziale?

R: No. Io ho parlato con molte persone di questa mia idea, anche con molti founder che temono che altri gli rubino le idee. Ma non ho questa paura, anzi, preferisco raccontare il più possibile ciò che voglio realizzare, il mio stile è parlarne quanto più possibile con tutti, perché i feedback che ricevo sono più importanti dei rischi connessi alla diffusione dell’idea.

Potrebbe succedere che qualcuno decida di copiarla, ma non sarà uguale a come l’ho concepita io e comunque avrei la possibilità di imparare da chi potrebbe realizzarla prima di me. Credo sia molto importante discutere le proprie idee. Le persone che rubano davvero le idee non esistono nella realtà, ma esistono imprese che competono su un mercato in cui le idee si sono già concretizzate.

capitanididomani

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Informazioni su Aleksandra Semitaio

Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine. Vedi tutti gli articoli di Aleksandra Semitaio

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