Open data e smart community, cosa succede a Siracusa

Cosa accadrebbe se, enti, organizzazioni, associazioni, confederazioni presenti a vario titolo in una città e che si occupano di monitorare ambiente, traffico, meteo, coste marine, zone archeologiche e museali, imprese, esercizi commerciali, horeca, cinema e teatri avessero a disposizione una piattaforma istituzionale per inserire i dataset proprietari aperti ? (La ridondanza è voluta).

Questo articolo è diretto a loro, è un invito a prendere in considerazione la pratica della condivisione dei dati in loro possesso. Ovviamente, per chi fosse a digiuno di queste pratiche, non sto parlando di dati sensibili, ma di informazioni che normalmente si trovano frammentate su siti, elenchi e brochure, ma che potrebbero essere messe insieme per creare applicazioni utili a tutti, cittadini e turisti. Facendo girare l’economia e rendendoci la vita più facile e bella.

Il 3 e 4 dicembre 2015 si è tenuto a Siracusa un incontro prezioso, due giorni per riflettere e confrontarsi sulle opportunità che il digitale offre per l’urbanesimo del futuro della città del nord est siciliano. Presso la Camera di Commercio del comune, il convegno “Siracusa smart city strategy” ha coinvolto amministratori locali, stakeholder e i cittadini in un format basato sul brainstorming e lo storytelling di ciò che rappresentano la cultura digitale e il concetto di smart community per la società civile tutta.

Gli obbiettivi guida, ovvero mobilità, partecipazione, fare impresa e ambiente, sono stati analizzati e riscoperti grazie al sostegno del piano di sperimentazione del progetto Prisma, finanziato dal MIUR per lo sviluppo di una piattaforma IT innovativa di servizi e-government basati su cloud (il portale web www.siracusa-smartcity.it), scelta dall’amministrazione locale per digitalizzare i processi di gestione della città e renderli più fruibili e smart per i suoi abitanti. (Rif. comunicato stampa a cura di Giorgio Pennisi, Ufficio stampa Prisma).

Qui su Apirolio tenterò di esporre in lungo e in largo la due giorni appena conclusa, mentre, se avete voglia di una piccola storia e di un riassunto divulgativo del progetto, potete seguire questo link al mio articolo su Siracusa Online, che mi ospita gentilmente per la terza volta con mia grande gioia.

La nuvola di concetti, pratiche e idee nate dal confronto è la seguente:
open data, tracciabilità, coinvolgimento, valore, bidirezionale, monitoraggio, feedback, legalità, reti di reti, digitalizzazione, evidenza delle procedure.

Su tutti, mi permetto di affermare che spiccano gli open data; soprattutto in questo momento in cui la Pubblica Amministrazione deve necessariamente adattarsi e strutturarsi per operare attraverso il digitale e, soprattutto, nel momento in cui la vita di tutti noi è pervasa dall’uso consapevole e inconsapevole degli strumenti tecnologici a nostra disposizione.

I dati aperti sono l’ennesima opportunità da non perdere, come ci raccontano Francesco Paolicelli per Lecce e Matteo Tempestini per Prato.

Quindi

COSA SONO GLI OPEN DATA? COSA RAPPRESENTANO PER IL COMUNE DI SIRACUSA? (Una nota a cura di Tarcisio Costanzo)

Il fenomeno degli Open Data per i comuni e l’amministrazione pubblica in generale risponde ad una precisa Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

Il comune di Siracusa, aderendo al piano di sperimentazione del progetto Prisma, si avvantaggia della disponibilità di una piattaforma innovativa tra le cui soluzioni, totalmente open source, integrate su infrastruttura cloud e fruibili come unico strato PaaS (Platform As A Service), prevede un portale dedicato alla pubblicazione dei dati aperti.

Il componente di Prisma dedicato e opportunamente personalizzato a tale scopo è il noto sistema CKAN (ckan.org) uno degli strumenti più potenti oggi disponibili per la pubblicazione dei cosiddetti dataset, ossia i “dati aperti”.

Ogni dataset rappresenta una specifica tipologia di dati la cui origine può essere la più disparata, ma il cui processo di validazione e pubblicazione rispetta precise regole, sulla base delle quali ogni dataset viene anche classificato con l’attribuzione di un rating relativo a varie caratteristiche nonché al grado di interoperabilità.

Ogni dataset potrà inoltre essere correlato alle APP che lo utilizzano ed è a disposizione di chiunque voglia usufruirne per creare servizi e nuove soluzioni.

Nell’ambito del piano di sperimentazione Prisma le stesse soluzioni della piattaforma saranno le sorgenti principali dei dati pubblicati; in particolare, della soluzione del decoro urbano (City Reporter), verranno pubblicati i dati sulle segnalazioni di guasto o disservizi ricevute dai cittadini attraverso l’app, mentre della soluzione di mobilità (City Mover), verranno esposti i dati del servizio Siracusa D’Amare (navette elettriche) relativamente ai percorsi, fermate e orari delle navette in formato standard GTFS, un formato riutilizzabile da tutte le soluzioni che utilizzano questo standard di livello internazionale.

Si tratta dei primi due esempi concreti di opendata attraverso i quali si vuole aprire la strada ai processi di raccolta, normalizzazione, validazione e pubblicazione di una miriade di dati aperti che Siracusa sarà sicuramente in grado di produrre.

Durante il convegno cui ho avuto l’opportunità di partecipare come cittadina e come blogger, sono intervenuti Luigi Grasso, ingegnere, responsabile per la sperimentazione di Prisma, l’assessore alle politiche scolastiche, all’informatizzazione e innovazione Valeria Troia, Emanuele Spampinato presidente del Consorzio Etna Hitech, Stefano Epifani docente universitario a La Sapienza di Roma e alla Carlo Bo di Urbino, nonché Chief Editor di TechEconomy, Gianni Dominici direttore generale di Forum PA. Ma, soprattutto, un folto gruppo di concittadini e stakeholder interessati a partecipare al lavoro di brainstorming del 3 dicembre.

C’era un tavolo di lavoro per ciascun obbiettivo guida (mobilità, partecipazione, fare impresa e ambiente) e ognuno di noi partecipanti, a turno, è intervenuto a rotazione per rispondere alla domanda “cosa vorremmo vedere a Siracusa entro il 2030?”. Per ogni obbiettivo, inoltre, abbiamo offerto le nostre soluzioni in base a tre linee guida: cosa ci serve, quali tecnologie possiamo usare, cosa possiamo fare adesso.

Potete vedere parte del lavoro fatto dalle fotografie allegate all’articolo. Successivamente abbiamo votato le tematiche più urgenti secondo noi e ne abbiamo rilevate quattro su cui elaborare la nostra proposta di lavoro per il comune, Prisma e la società che si sta occupando fattivamente dello sviluppo della piattaforma web e delle app per smartphone, cioè Etna Hitech. Ecco le quattro tematiche: piste ciclabili integrate, trasparenza nel dialogo, infrastrutture accessibili ai disabili (vi ricordate di Guidabile?), rifiuti valorizzati (vi ricordate del racconto sulla Settimana Europea dei Rifiuti?).

Il brainstorming della mattina è stato seguito da un tavolo di confronto fra esponenti della Pubblica Amministrazione di Siracusa nel pomeriggio grazie alla moderazione di Stefano Epifani e Gianni Dominici. Il 4 dicembre mattina siamo, infine, arrivati alle conclusioni comuni grazie a un riassunto del lavoro della due giorni raccontato da Luigi Grasso e le presentazioni di specifici aspetti del progetto da parte di Valeria Troia ed Emanuele Spampinato. Non per ultimi, Stefano Epifani e Gianni Dominici hanno introdotto e esplicato in ogni aspetto e da più punti di vista, i concetti e le buone pratiche che sono le fondamenta di smart city, smart community e innovazione culturale, sociale e digitale.

Di seguito alcune tematiche individuate durante il processo di brainstorming:

MUOVERSI
più controllo del traffico
organizzazione degli orari della PA tramite il car pooling
monitoraggio gestione e informazione sui flussi di traffico e disponibilità dei parcheggi
collegamenti funzionali tra diverse aree della città (piste ciclabili riservate)
potenziamento del piedibus

PARTECIPARE
comunicazione del processo amministrativo, chiarezza
comune aperto, open governance
trasparenza amministrativa
comunicazione istituzionale interattiva
coinvolgimento dei funzionari
intelligenza collettiva con un obbiettivo condiviso attraverso la condivisione delle informazioni
sane alleanze produttive
spazi di aggregazione

FARE IMPRESA
riconversione della produzione industriale in chiave innovativa
imprese innovative miglioramento delle interazioni fra imprese e scuole
strumenti per startup che creano valore con la conoscenza
governance aperta
potenziamento degli strumenti come gli incubatori
infrastrutture materiali e immateriali per il territorio

AMBIENTE
senso civico, appartenenza alla comunità
tramite l’educazione dei cittadini di oggi e domani
miglioramento del decoro urbano
rivalutazione di spazi comuni esistenti attraverso fonti di energia pulita
riciclo dei rifiuti
isole di conferimento
cassonetti intelligenti con la promozione del digitale
trasparenza dell’amministrazione comunale
normative meno rigide
coinvolgimento delle associazioni di volontariato
rifiuti valorizzati

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Informazioni su Aleksandra Semitaio

Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine. Vedi tutti gli articoli di Aleksandra Semitaio

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