L’Italian Internet Day e la scuola buona

italianinternetdayAvola

Avevo dodici anni nel 1986: i miei interessi e le mie passioni non contemplavano affatto termini come “tecnologia” e “innovazione”. Una locuzione come Italian Internet Day mi avrebbe lasciata esterrefatta e diffidente.

Se mi avessero mostrato una donna che racconta a una scolaresca come difendersi dai cyberbulli in piedi accanto a una scatoletta grigia e piatta, non mi sarei riconosciuta.

Eppure, se sono passati trent’anni, non me ne sono accorta, perché le esperienze di questi mesi mi hanno restituito lo stesso sguardo incantato che allora posavo sul mondo.

Il 28 aprile, insieme alle docenti della scuola primaria Caia, con il supporto energico di Giuseppina Di Pietro, abbiamo portato con successo Coding 4 Avola con Cody Roby in 5B e 5C: i bambini giocano, si divertono e riflettono. Come ho già avuto modo di scrivere, fanno anche tante domande, sono curiosi ed entusiasti, nonostante Cody Roby non sia programmazione al computer, nonostante la maggior parte di loro conoscano già e usino Minecraft.

Il 29 aprile, in occasione del trentennale dell’avvento di Internet in Italia, insieme a Clementina Amato, animatrice digitale della scuola primaria Edmondo De Amicis di Avola, oltre a fare un’ora di coding unplugged, abbiamo proposto a due classi seconde, un’ora informativa basata sui suggerimenti di Generazioni Connesse. I video dei Super Errori di Generazioni Connesse sono un modo semplice e immediato per spiegare ai bambini come tutelarsi quando sono in rete o usano i device mobili e fanno parte di un percorso dedicato anche a genitori e insegnanti.

Anche in questo caso, bambini di soli sette anni sono stati eccezionali e mi hanno aiutato a comprendere un po’ di più la loro percezione di strumenti come i pc e gli smartphone: anche in seconda elementare molti di loro conoscono già giochi complessi come Minecraft, si scattano le fotografie e, a volte, chattano con i loro amici.

Di gran lunga preferiscono giocare, ma sono già consapevoli che i mezzi che hanno a disposizione devono essere usati con cautela, sanno già che devono prestare attenzione a chi scrivono o con chi condividono i loro pensieri e le loro fotografie. Sanno anche che c’è un tempo per riposare, per studiare e per stare per conto proprio e che lo smartphone non deve essere un compagno inseparabile.

Se quelli della mia generazione erano (o sono?) come bambini di fronte a mezzi di comunicazione e intrattenimento così potenti, il mio augurio è che questi piccoli nuovi arrivati nel mondo, siano più bravi di noi a cogliere e sfruttare i potenziali positivi di internet e degli strumenti che abbiamo a disposizione, per costruire concretamente un mondo migliore.

Sono consapevole di aver scritto una considerazione che appare banale e frettolosa, ma sono anche convinta che questi trent’anni devono spingerci a guardare avanti e a progettare con cura il futuro e per questo, trasmettere spunti, curiosità e interesse alle nuove generazioni, è importante.

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Informazioni su Aleksandra Semitaio

Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine. Vedi tutti gli articoli di Aleksandra Semitaio

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