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Passione a 300 all’ora: le serie motoristiche come non le avete mai lette

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Strano weekend di gara per gli sport dedicati alla velocità e per me che non li seguo: la gara di Moto GP di domenica 25 ottobre 2015 ha preso fuoco con la lotta fra Marquez e Rossi, mentre, nel momento in cui scrivo, la F1 è ancora spenta sotto le secchiate d’acqua causate dal passaggio dell’uragano Patricia. I discorsi da bar, come sono stati definiti da certi cronisti, si sprecano. Non sul forum di discussione del sito Passione a 300 all’ora. E visto che di suggestioni e progetti si nutre Apirolio, nonché di tentativi di inseguire gli algoritmi di indicizzazione di Google, è arrivato il momento di raccontarvi di Alessandro Secchi e del suo team.

Di appassionati di Formula 1 e più in generale di gare sportive automobilistiche ce ne sono molti. Inoltre, a ragion veduta si penserebbe che i fan della F1 siano davvero tanti, ma il settore sportivo della massima competizione dell’automobilismo in questi ultimi anni sta soffrendo di un’eccessiva burocratizzazione, diciamo così. Un regolamento incredibilmente blindato e la personalità incombente del proprietario del marchio, Bernie Ecclestone, sono anch’essi fattori estremamente penalizzanti insieme alla quasi totale assenza di sperimentazione. Forse anche del rumore dei motori, direbbe qualcuno.

Passione a 300 all’ora è nato il 31 ottobre del 2012 e fra poco sarà il suo terzo compleanno. Facciamoci due conti: il forum è frequentato da 860 utenti, 13.125 sono i fan della pagina Facebook, 870 gli utenti Twitter. Sono raggiungibili su Telegram, Instagram, Youtube, Google + e l’app è scaricabile dagli store Android e Windows Phone (iOS è in arrivo). I contributor impegnati nei vari canali del sito sono ben 18 uomini e una donna. Oltre al canale specifico dedicato alla F1, c’è quello che spazia dalla Moto GP alla Formula E. Ci sono i blog, i fantapronostici e il forum che ha una sua sezione (molto articolata) a parte.

Nonostante certa sofferenza a livello mondiale, in Italia ci sono persone che acquisiscono competenze, anche a livello tecnico, grazie a una passione sincera che va oltre il concetto di fan o tifoso o ultras per come siamo abituati a conoscerli. Questo sito deve la sua unicità nel panorama italiano, alla grande professionalità espressa già nell’esposizione degli avvenimenti delle gare e nel racconto attorno agli sportivi; qualcosa di simile ai siti stranieri, soprattutto inglesi, e molto poco ai blog nostrani. Tanto che risulta difficile trovare un “disadattato a 300 all’ora” che sia eccessivamente di parte. Certo, notizie come quella di Rossi che si è giocato il mondiale (forse l’ultimo) fanno gola, ma conversazioni tecniche e articoli basati sui fatti, la fanno da padroni.

AutoF1

Alessandro Secchi, classe 1983, dice di se stesso di essere cresciuto grazie alla figura emblematica di Michael Schumacher; gli sta anche dedicando delle pagine complesse e sentite che sono state linkate sul sito ufficiale del pilota. Aveva il timore, Alessandro, di sembrare un avvoltoio sulla preda; perciò, invece di pubblicare il libro su Amazon, ha deciso di condividere il suo progetto online.

“Non sono un giornalista di professione, non ho mai lavorato in questo settore, non ho avuto modo di conoscerlo come chi ha frequentato l’ambiente. Ho passato gli anni successivi al termine della scuola a cancellare idealmente il diploma da ragioniere con la mia passione per l’informatica.”. E ancora, “Pensateci, unire tre passioni nello stesso momento. La Formula 1, la scrittura, l’informatica. Da qui è nato Passione a 300 all’ora.”.

Tutto questo lavoro, ancora oggi, dopo tre anni, non si avvale di alcun tipo di introito pubblicitario ed è prodotto in una veste grafica pulita e con la presenza di contenuti di valore come interviste esclusive, schede tecniche, il regolamento aggiornato, la suddivisione fra le varie serie motoristiche, news aggiornate in tempo reale. Ci sono stati tentativi di organizzarsi per rendere fruttuoso il sito, ma al momento tutte le persone che collaborano a questo progetto stanno lavorando gratis. Ironico il fatto che il blog di Alessandro si chiami Arrogantissimo Me, dato che mettere in piedi un sito e un team così ben organizzati presuppone grande umiltà e un serio rimboccarsi le maniche.


Hamilton è davvero sessista?

Non è strano come certe notizie possano colpirci più di altre? Mi è successo questo oggi sentendo che gli ultimi festeggiamenti sul podio della Formula 1 sono stati bagnati da champagne di cattiva qualità, soprattutto una delle hostess o grid girl, come vengono chiamate.

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Hamilton con champagne e hostess (ancora per poco)

E’ successo che Lewis Hamilton, giovanissimo (trent’anni), nonché campionissimo del Gran Premio più seguito al mondo, abbia spruzzato insistentemente champagne sul viso di una malcapitata che gli stava accanto sul podio di Shanghai (Cina), gesto già compiuto in altre due occasioni in Austria e a Barcellona, dove, mi sembra di capire, non sia stato reputato eccessivamente fastidioso dall’hostess di turno.

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Valentino Rossi con hostess e champagne

Questo modo di festeggiare pare che sia d’uso comune nella Moto GP: le hostess sul podio vengono inevitabilmente e generosamente innaffiate, probabilmente indossano vestitini a perdere. Le mie fonti riservatissime mi dicono che in Formula 1 questa cosa sia considerata a dir poco disdicevole. Ma è davvero così? Innanzitutto credo che sia giusto che ogni sport abbia la sua ritualità, di conseguenza, se in F1 non si usa fare la doccia alle hostess, tanto di guadagnato per le poverine che passano la giornata in piedi con un sorriso stereotipato sul volto fino a raggiungere la paresi facciale.

Diversa potrebbe essere la questione se lo champagne viene usato per lavare la faccia. Oppure no?

Da una parte, come dicevo sopra, abbiamo un giovane pilota dalla personalità un po’ fragile, esuberante a tratti, ma di un’esuberanza negativa, male incanalata (infatti l’errore lo ha già fatto altre due volte, ma pare non essersene accorto… Come se nessuno glielo avesse detto, come no…), dall’altra abbiamo Object e i suoi rappresentanti e promotori, che si impegnano a sensibilizzare i media e il pubblico contro le disparità di genere e quindi avversano qualsiasi gesto sessista portato naturalmente alla ribalta dai mezzi di comunicazione.

Non ho potuto approfondire Object e la sua missione, ma questa è la pagina facebook di riferimento, nel momento in cui scrivo, invece, il sito internet non è accessibile per aggiornamenti.

Forse Object, organizzazione britannica quanto Hamilton, sta cavalcando l’onda di un comportamento sciocco e immaturo del pilota? Forse Hamilton si è di nuovo lasciato con la fascinosa fidanzata storica Nicole Scherzinger? Che il suo sia un gesto di freudiana rivalsa?

Fatto sta che non ho letto una sola frase che accennasse al fatto che le organizzazioni della Formula 1 e la Moto GP siano potenzialmente  sessiste perché non c’è spazio per attraenti e ammiccanti steward oltre che per le hostess. O mi sbaglio?

😉


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