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Assistente in progettazione sociale: un corso, molteplici prospettive

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Avete mai sentito parlare di impresa sociale? E di progettazione e innovazione sociale? Se sì, e non siete stakeholder del settore, vi sarete sicuramente chiesti come sia possibile acquisire competenze in questi campi, forse avete un progetto nel cassetto, ma non avete abbastanza strumenti e conoscenze per affrontare il monolite dei fondi europei e Horizon 2020 vi sembra irraggiungibile. Oppure vorreste acquisire nuove competenze per risolvervi a rinnovare il vostro curriculum vitae, per dare una svolta diversa alla vostra vita lavorativa.

Dal 5 maggio al 10 giugno, presso la sede di Impact Hub Siracusa, si svolgerà la seconda edizione del corso di formazione professionale in Progettazione e Innovazione Sociale. Io ho partecipato alla prima edizione, fra gennaio e febbraio di quest’anno, ed è stato molto utile.

Uno dei futuri possibili e immediati nel mondo del lavoro è sicuramente fare impresa sociale e occuparsi di progettazione da questo punto di vista: l’Europa stessa sta già stanziando fondi in questo settore, con Horizon 2020 siamo già proiettati in una fase propositiva e di avviamento concreto di imprese low profit che mirano alla costituzione di nuove realtà che riescano a coniugare istanze economiche e sociali, appunto.

La mia esperienza di corsista è stata più che soddisfacente perché il corso è organizzato da esperti che vivono quotidianamente la realtà di imprese sociali, che fanno progettazione a livello europeo e locale, che si occupano di startup, di comunicazione, di fondi dedicati, che conoscono e praticano, insomma, i diversi aspetti che compongono il corso.

Soprattutto, durante il corso, ogni modulo di cui è composto prevede quelle che possiamo chiamare esercitazioni pratiche, ma che hanno il valore aggiunto di essere condotte all’interno di un ambiente e di un gruppo di lavoro per i quali un’esercitazione ha la reale possibilità di diventare “fare impresa sociale” applicata.

Questo può accadere perché vi saranno forniti tutti gli strumenti utili: dal business model canvas al quadro logico, passando per lo storytelling e le tecniche per fare un buon pitch, dalla guida ai fondi europei alle indicazioni fondamentali per districarsi in ambito economico. Senza dimenticare un’analisi approfondita di concetti quali l’innovazione di prodotto, di processo e di servizio oppure quella delle politiche sociali ed economiche.

Inoltre, un valore aggiunto da non dimenticare, è il mutuo scambio di competenze e informazioni che arriva dai partecipanti stessi a corsi di questo tipo. Siamo stati una bella classe, con personalità e un bagaglio di esperienze lavorative importanti e interessanti e credo che questa seconda edizione, sarà altrettanto densa di incontri, conoscenze e opportunità.

C’è molto da raccontare, ma non è possibile riassumere un corso di questo livello in un blog post. Il mio invito è a informarsi e passare a visitare gli ambienti accoglienti e stimolanti di Impact Hub presso i quali si svolgerà il corso. Chissà che non ci incontriamo 😉

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3 domande più una: tips and tricks per donne digitali – 1

1: Stai con persone che ti trasmettono voglia di fare.

Come ho letto in un articolo di Antonio Cilardo molti studi affermano e confermano che “raccontarsi spinge a essere più equilibrati, ottimisti e costruttivi. A ricostruire e interpretare le situazioni, attribuendovi un significato. A definire la propria identità e il proprio percorso.” Raccontarsi ed ascoltare lo storytelling altrui, riflettere e confrontarsi, scoprendo che spesso la percezione che abbiamo di noi stessi è fallace e viziata da insicurezze e che il nostro lavoro non è poi così male.

Mi sono sempre chiesta come si fa a concretizzare i propri obbiettivi, se ci sono persone che hanno dei trucchi speciali oppure sono naturalmente organizzate. Soprattutto adesso che sono a casa in disoccupazione dopo l’ultimo lavoro a tempo determinato e da ormai due mesi scrivo per questo blog e per la rubrica Innovazione di Bloglive.it; perché spesso mi convinco di non essere abbastanza brava a gestire il mio tempo. Perciò, nella ricerca delle risposte giuste, che fanno per me, mi soffermerò in special modo sul lavoro freelance, su chi ha fatto personal branding grazie alla propria professionalità e alle proprie competenze e non deve sempre sottostare a scadenze precise o, comunque, a una gestione aziendale, a un capo che detta legge. Ma anche chi fra noi donne sente comunque la mia stessa esigenza di strutturare meglio la propria giornata per raggiungere gli obbiettivi prefissati. E stare serene, anche.

La mia prima, graditissima ospite è Viviana Musumeci: giornalista, insegnante presso l’Accademia del Lusso di Milano, fondatrice di VM-MAG.com “magazine online aggiornato quotidianamente con notizie, approfondimenti, interviste sul mondo del fashion, lifestyle, beauty, celebrities e talenti creativi”, “ha pubblicato alcuni saggi e due libri dedicati alla comunicazione – Croce o delizia. L’uso dei testimonial in pubblicità edito da Ediforum – e alle celebrities – Divi a perdere. Il consumo delle celebrities edito da Lupetti”, si occupa di digital communications ed è un’appassionata e precisa gourmande. Io sono una delle sue amiche/fan digitali, ci siamo conosciute su Facebook e, nonostante i suoi impegni, con lei è un piacere quotidiano comunicare, perciò le ho posto le mie 3 domande più una e le sue risposte e consigli sono arrivate in tre secondi netti: la dote che io chiamo consapevolezza (ed entusiasmo).

3 domande più una
1) Pensi che la gestione del tuo Tempo sia efficace rispetto agli obbiettivi di vita (lavorativa e non) che ti sei prefissata? Viviana: Considerato che a me piacciono molto i lavori che faccio, tendenzialmente ho bisogno di poco tempo libero. E mi basta un solo giorno di “evasione” a settimana.
2) Come organizzi la tua agenda settimanale di lavoratrice, mamma, moglie, ma soprattutto Essere Umano? Ci sono delle attività che hai programmato a scadenze fisse?
Viviana: Non ho una vera e propria agenda. Ho il vantaggio di lavorare da casa, quindi, se voglio, in pausa pranzo mi metto le scarpe da jogging e vado a correre sul lungo fiume. L’organizzazione la relego al lavoro e alla gestione della casa famiglia, ma è mentale non scritta. Per il resto, seguo molto le esigenze che mi vengono comunicate da testa e corpo.
3) Puoi dirmi in tre punti le strategie che noi donne dovremmo necessariamente attuare per non disperdere le nostre energie?
Viviana: Le energie, spesso, le disperdiamo non per ciò che facciamo – anche se la disorganizzazione in questo non aiuta. Io ad esempio mi impongo di non subire dagli altri delle modalità che mi fanno fare un lavoro due volte perché è una perdita di tempo. E spesso, questo è frutto di incapacità organizzativa degli altri o di insicurezze personali.Quindi forse, questa potrebbe essere una regola. Ma la verità è che la mente si stanca, e quindi è poi poco reattiva e lucida davanti ai ladri di energia. Quindi non frequento questo tipo di persone, ma solo quelle che mi “caricano” positivamente di energia. Sembra una banalità, ma in realtà funziona. Se stai con persone negative rimugini su pensieri negativi e questi ti appesantiscono e rallentano poi nell’operatività effettiva. Se invece stai con persone che ti trasferiscono input da mettere in pratica, prima o poi lo farai e la tua vita ne godrà un giovamento.
più una) tips & tricks extra bonus a scelta fra – come riesco a non farmi sopraffare dalla quantità immane di cose da leggere per essere sempre aggiornata – il momento della giornata che dedico solo a me stessa – appunti digitali vs appunti analogici
Viviana: Come agenda uso quella dell’iPhone perché è l’unico strumento tecnologico che mi segue ovunque. Ma il trucco vero è riconoscere i ladri, ripeto, di tempo ed energie. E’ solo un guadagno.

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