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Impact Hub: Siracusa è. Fare rete oltre la rete.

impacthubnetCopertina

Il cambiamento che sto realizzando: come voglio abbandonare lo status di disoccupata quarantenne in Sicilia.

Ieri sera ho partecipato al mio primo speed networking. Avevo immaginato in cosa consistesse, ma l’esperienza è stata più coinvolgente di quanto mi aspettassi. È stato l’incontro meglio riuscito di qualsiasi altra meravigliosa festa cui io abbia partecipato. Eravamo lì per comunicare fra di noi e non c’è stato nessuno che si sia risparmiato nel raccontarsi e raccontare il proprio progetto, le proprie idee e esperienze. Non c’è stato nessuno, nessuno che non stesse parlando con qualcun altro. Non è stato solo entusiasmante e non è stata solo una bella festa. Raccontare a più persone se stessi e il proprio progetto, per me e per altri, ne sono sicura, è stata l’opportunità per mettere a fuoco e quasi toccare con mano, quanto possa essere buona e utile (o meno) la mia idea. Anche comprendere se le competenze acquisite e in fase di acquisizione possano fare parte di un futuro professionale concreto.

Lo speed networking è un meeting format progettato per accelerare i contatti commerciali, di solito è moderato dal suono di una campana o qualcosa di simile. Noi abbiamo avuto circa due minuti e mezzo a testa per raccontarci al nostro vicino di tavolo e poi via di corsa a cambiare tavolo e compagni networker. La pratica, infatti, coinvolge più persone che si riuniscono in un unico spazio per scambiare informazioni. I partecipanti sono coinvolti in una serie di brevi scambi durante un determinato periodo di tempo. Nel corso di una interazione, i partecipanti condividono le loro esperienze professionali e gli obiettivi di business. I networker sono persone che desiderano conoscere (e farsi conoscere da) nuovi potenziali mercati e collaboratori.

L’incontro è avvenuto presso la sede di Impact Hub di Siracusa. Impact Hub è un luogo fisico e un gruppo di persone che sono uno dei segni del cambiamento che sto costruendo. Come ho già avuto modo di raccontare, mi sono ritrovata nuovamente disoccupata all’alba di una fase della vita di una persona in cui di solito gli obbiettivi sono quelli di consolidare posizioni già acquisite. Questa cosa è avvenuta in un territorio profondamente ferito dall’insufficienza quasi cronica di posti di lavoro e di opportunità. La differenza in questo caso è nata dalla mia convinzione che la rete e le nuove professioni nate grazie alla crescita del mondo digitale dovevano essere presenti anche qui, nel siracusano, in Sicilia. Nel mezzogiorno d’Italia.

Ecco come si descrive l’Impact Hub di Siracusa:

“Impact Hub è una rete di persone e di spazi di lavoro pensati per rispondere alle esigenze di tutti gli innovatori sociali siciliani.

Gli iscritti ad Impact Hub, che in tutto il mondo chiamiamo “community”, hanno accesso a sale riunioni, spazi di co-working, cucina e aree informali, oltre al social network (Hub Net) interamente pensato per supportare la collaborazione tra gli iscritti di tutti gli Impact Hub a livello globale. Impact Hub organizza regolarmente eventi di speed networking, di co-coreazione o semplicemente di riflessione su temi che stanno a cuore alla nostra community.

Creiamo programmi dedicati a far crescere le competenze e la professionalità ed innovare le organizzazioni grandi e piccole. La collaborazione e l’apprendimento reciproco sono alla base delle modalità operative di un Impact Hub. “.

Ovunque voi siate, c’è un Impact Hub anche per voi:
Impact Hub Siracusa
Impact Hub in Italia e nel mondo

impacthubnetworld

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Social Food, Impact Hub: Sicilia è.

Social Food: mescolare sapori e culture per creare inclusione sociale – Il Gusto della Luce – Expo e Territori – Siracusa – Impact Hub

C’era una volta un ragazzo ucraino che sentendo parlare del latte di mandorla pensava che la mandorla fosse un animale come la mucca.
C’era una volta Abramo, che suonava Per Elisa al pianoforte dopo aver cucinato per tutti moussaka e arancini.
C’era una volta e c’è ancora una Casa abitata da persone il cui  sogno più grande è smettere di dipendere da finanziamenti esterni e diventare produttori autonomi di alimenti di qualità lavorando i terreni confiscati alla mafia.

menuSocialFood

C’è stato un momento nel 2011 in cui sono rimasta un po’ sola. Un po’, non troppo, perché avevo amici vicini e lontani, e parenti un po’ più lontani. Nella mia vita un po’ nomade lungo l’Italia, caparbia nella mia ricerca di indipendenza e autonomia, nonché di amore, mi è capitato, a causa di un evento incontrollabile, di sperimentare ciò che accade quando un elemento del gruppo è gravemente ferito. Ho fatto tutto ciò che potevo per mantenere una promessa e, se attorno a me e con me, non ci fosse stata quella rete di persone che mi ha aiutato, non sarei qui a scrivere. Magari sarei a scrivere da un’altra parte 🙂 ma non avrei avuto il privilegio di partecipare ieri sera all’evento organizzato dall’Impact Hub di Siracusa insieme a 11Eleven, L’Arcolaio, Casa dei Giovani e Cesvi.

cucinando

In questi ultimi anni la rete è diventata, purtroppo, veicolo di messaggi e immagini rabbiose. In questi anni la mia vita cambiava, perdevo e ritrovavo, e nuovamente perdevo, lavoro, ma rimanevo convinta che qualcosa si può fare oltre la rabbia e il desiderio di spaccare tutto. Oltre la paura che l’alieno sotto casa ti esca dalla pancia e ti trasformi in qualcos’altro. Mi chiedo in quanti siamo a essere diventati schizofrenici e miopi.  Anche se so che qualcuno ancora ci vede bene, talmente bene che riesce a sbirciare nel cuore dei ragazzi che ha di fronte. E quel cuore ha una nazionalità, una lingua tutta sua, e speranze simili alle nostre. Magari ha anche nella mente un piatto preferito, che non mangia da giorni. Qualcosa come le focacce che faceva mia nonna e che a me non vengono mai uguali. E invece sono piatti di paesi altri, stranieri. Paesi di tavole apparecchiate con ricordi e desideri, come le nostre. Come ieri sera, all’evento organizzato dall’Impact Hub di Siracusa.

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Perché apprezzo Expo 2015? Credo che, nonostante alcune problematiche spesso insormontabili, bisogna parlare di cibo e alimentazione. E parlare di cibo e alimentazione insieme a tutti i paesi del mondo è un’opportunità da non perdere. Questa opportunità spesso ce l’abbiamo sotto casa. Ho davanti a me la brochure di 11Eleven, è scritto: “La cucina è un terreno fertile (…) cucinare è un ottimo esercizio per allenarsi al rispetto reciproco e all’ascolto attivo e per scoprire tutto il potenziale creativo dei processi di comunicazione tra persone che hanno modi diversi di pensare, intendere e fare. La cucina è una potente metafora dell’incontro tra culture.”.  E la Sicilia è un luogo eccellente per concretizzare questa metafora.

VinoDolciEvasioni

Il 27 agosto è stata una buona giornata, che si è conclusa con la mia partecipazione all’evento di Social food presso l’Impact Hub di Siracusa, il tutto nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’area marina protetta del Plemmirio e dal comune di Siracusa all’interno del programma Expo e Territori lanciato dal Ministero dell’Ambiente in occasione di Expo Milano. Una cena da leccarsi i baffi accompagnata da un vino delizioso: cuochi e ricette del team di 11Eleven, mandorle e sciroppo di carruba della cooperativa L’Arcolaio, vino da uve Cataratto prodotto dalla Casa dei Giovani. Associazioni e cooperative che portano avanti con grande energia tutto ciò che di bello e buono ha la Sicilia e si rimboccano le maniche per ricostruire le vite che gli vengono affidate, vite di ragazzini smarriti arrivati con vecchi barconi, vite di ragazzini persi in quartieri dormitorio invasi dalla mafia, vite di carcerati che sognano un lavoro vero e la possibilità di riscattarsi, vite di tossicodipendenti che lavorano con costanza orti, campi e vigneti, si scoprono allevatori e produttori. Vite di individui che imparano a essere autonomi, che imparano a costruire e non a distruggere.

Qui sotto tutti i link

Impact Hub “buone idee, buone realizzazioni”
11Eleven
L’Arcolaio
Casa dei Giovani
Cesvi

Qui il primo video della serata che sono riuscita a caricare


Uno spettacolo al Teatro Greco di Siracusa: Sicilia è.

Sembra che i grandi temi tragici superino le prove del tempo più e meglio di quelli comici; infatti non sono universali il dolore di un genitore nel perdere il proprio figlio, il dubbio se muovere guerra abbia un senso, la necessità di cambiare idea anche se il destino sembra ineluttabile?

Agamennone e il Vecchio

Agamennone e il Vecchio (per vedere meglio le foto cliccateci sempre sopra)

Può una rappresentazione teatrale scritta millenni fa essere ancora attuale? Sì. Questo è Euripide. Domenica 21 giugno ho avuto il privilegio, insieme a qualche altro centinaio di persone, di recarmi al Teatro Greco di Siracusa per vedere la rappresentazione di Ifigenia in Aulide, tragedia di Euripide nato nel 480 a.C. (cito la Treccani on line che ci fa questo dono della biografia senza che io debba riportare tutto): “Fu vincitore nei concorsi drammatici solo 4 volte; una quinta volta vinse quando il figlio minore, Euripide, rappresentò l’Ifigenia in Aulide, l’Alcmeone in Corinto, le Baccanti nella primavera del 406, quand’egli era già morto. La sua fortuna, che in vita era stata scarsa, cominciò dopo la morte. (…) Formatosi nella spregiudicatezza e libertà spirituale della società ateniese del tempo successivo alle guerre persiane, in E. è palese l’esigenza di tutto riesaminare, con una critica morale, politica, filosofica, letteraria e sociale che giunge spesso alla polemica o all’ironia. (…) ricerca sempre il lato più umano e meno eroico.” Ecco. Alla fine della rappresentazione eravamo tutti commossi, gli applausi lunghi e fatti con sentimento: gli attori quasi non si reggevano più in piedi a furia di uscire a ringraziare.

Agamennone e Menelao

Agamennone e Menelao

Tanta è stata la passione con la quale hanno recitato la splendida traduzione di questa tragedia con un adattamento del testo e una cura delle scene e dei costumi di gusto cinematografico (lo dico senza che alcuno si offenda). Ogni anno fra la primavera e inizio estate si ripete questa tradizione di rappresentare le antiche tragedie della Grecia classica, un appuntamento che i siracusani ci tengono a non perdere, il Teatro, oltre a essere un sito archeologico di rilevanza internazionale, è sempre pieno: un luogo all’aperto colmo di bellezza. Io ho ancora nelle orecchie il canto di un uccellino al tramonto che ha accompagnato gli attori per tutto il dramma. E i colori, anch’essi splendidi.

L'arrivo di Clitemnestra e Ifigenia con il piccolo Oreste, il coro e i soldati

L’arrivo di Clitemnestra e Ifigenia con il piccolo Oreste, il coro e i soldati

Come dicevo all’inizio, Euripide e questa storia tragica hanno allietato il pubblico con la sottile magia di un testo colmo di sentimenti e ironia; laddove l’antichissimo Eschilo non aveva dubbi sull’agire degli Dei del tempo antico, Euripide li mette in discussione: Agamennone, padre di Ifigenia, Menelao, lo zio, Clitemnestra, la madre e finanche Achille, eroe marziano, tutti provano a sottrarre Ifigenia al suo destino di offerta sacrificale: gli Dei intervengono solo per esigere tributi di sangue, ma non partecipano mai delle sofferenze umane e per quanto vengano messi in discussione, non è possibile fare diversamente. Sarà Ifigenia, nuova generazione fra gli eroi, a trovare una soluzione al dilemma: si sacrificherà perché consapevole che il destino del popolo greco è nelle sue mani, che dalla sua piccola vita dipende la storia futura. Un gesto di consapevolezza, quindi, e non di sottomissione cieca, che servirà a infondere coraggio nell’esercito che sta per attraversare il mare e muovere guerra ai troiani. E così, dicono, accade il miracolo per il quale Ifigenia viene sottratta alla morte da Artemide che mette una cerva al posto suo e la porta via con sé prima che il coltello le tagli la gola… Clitemnestra: ” Figlia, allora sei stata portata tra gli dei? Con che nome ti dovrò invocare? Ma come faccio a credere che queste non siano favole, inventate per consolarmi, perché io cessi dal mio dolore inestinguibile?”.

ringraziamenti

CAST
Ifigenia in Aulide di Euripide
Traduzione Giulio Guidorizzi
Regia Federico Tiezzi
Scene Pier Paolo Bisleri
Costumi Giovanna Buzzi
Assistente costumista Ambra Schumacher
Musiche Francesca Della Monica, Ernani Maletta
Consulenza musicale Sandro Lombardi
Regista assistente Giovanni Scandella
Assistente alla regia Stefano Puglisi
Progetto luci Gianni Pollini
Progetto audio Vincenzo Quadarella
Costumista assistente e responsabile sartoria Marcella Salvo
Responsabile trucco e parrucco Aldo Caldarella
Direttore di scena Marco Albertano
Fotografo di scena Franca Centaro
PERSONAGGI E INTERPRETI: (o.a.)
Agamennone Sebastiano Lo Monaco
Vecchio Gianni Salvo
Corifee Francesca Ciocchetti, Deborah Zuin
Menelao Francesco Colella
Clitemnestra Elena Ghiaurov
Ifigenia Lucia Lavia
Achille Raffaele Esposito
Araldo Turi Moricca
Musicista Giorgio Rizzo
Oreste bambino

IfigeniaCopertinaWeb

Accademia d’Arte del Dramma Antico, sezione Scuola di Teatro ”Giusto Monaco”:

Coro donne Alice Canzonieri,Martina Cassenti,Federica Cavallaro,Aurora Cimino,
Eleonora De Luca, Valentina Elia ,Roberta Giordano,Deborah Iannotta,
Clara Ingargiola,Laura Ingiulla,Virginia La Tella,Anita Martorana,
Maddalena Serratore,Cinzia Coniglione,Sabrina Sproviero,Giulia Valentini,
Arianna Vinci,Rossella Zagami,Claudia Zappia
Coro uomini Gianluca Ariemma,Valerio Aulicino,Dario Battaglia,
Alessandro Burzotta,Nicasio Ruggero Catanese,
Dario Fini,Marcello Gravina,Ivan Graziano,Riccardo Masi,Vincenzo Paterna,
Vladimir Randazzo,Sebastiano Tinè

Costumi Laboratorio di sartoria Fondazione Inda Onlus
Scenografie Laboratorio di scenografia Fondazione Inda Onlus
Area comunicazione www.indafondazione.org


20 anni, Sicilia è.

Sono passati quasi vent’anni da quando, la notte fra il 24 e il 25 dicembre 1996, duecentoottantre persone perdevano la vita al largo di Portopalo di Capo Passero. Ma come, mi direte, non è stato solo ieri che ne sono morti circa novecento? Ti stai sbagliando Aleksandra.

Marina di Portopalo

Marina di Portopalo

Stamattina mi sono svegliata costruttiva, abbastanza pimpante da prepararmi presto per andare a riscuotere il tfr del mio ultimo lavoro a tempo determinato e andare in centro a sbrigare alcune commissioni; ma l’ufficio presso cui mi sono recata era chiuso e l’azienda presso cui lavoravo ha rimandato tutto a domani. 20150322_152239 Tornando a casa risalivo con la mia auto senza ammortizzatori la strada verso Cavagrande del Cassibile, luogo ameno e ricercato da turisti provenienti da ogni angolo del mondo, e ho incrociato due turisti che avevano bisogno di un passaggio. Mi sono fermata. L. e I. vengono da Ischia, sono una bella coppia, si sono conosciuti in Cina per lavoro, lui è ischitano, lei originaria di Monaco di Baviera: entrambi senza patente in questa Sicilia poco attrezzata a ricevere turisti fai da te. Li ho accompagnati fino al belvedere di Cavagrande e, pur non potendo visitare l’oasi rimasta danneggiata dal grosso incendio dell’estate 2014, li ho salutati incantati dal panorama e dalla esplosiva bellezza del paesaggio naturale. La Natura è potente qui in Sicilia, è forte sulla terra, è meravigliosa e devastante in mare. E la Sicilia, terra di confine già in epoche lontane, è una regione complessa e affascinante, a tratti talmente rurale che oggi sono rimasta senza corrente elettrica e sto scrivendo sullo smartphone seduta fuori in cortile, perché dentro casa rimango puntualmente isolata perché gli Iblei fanno da schermo ai ripetitori del segnale telefonico. Ed è questa terra di confine, martoriata dalla mentalità mafiosa e da misteriose pastoie burocratiche, che accoglie le genti che arrivano dall’altro lato del Mediterraneo. Come la Calabria e la Puglia, come la Grecia. 20150322_152216 Non mi è dato sapere da quanto tempo le imbarcazioni fotografate siano conservate presso la marina di Portopalo, ci sono dei numeri sugli scafi, 700, 200, 400 ed io presumo che rappresentino la conta dei passeggeri tratti In salvo. Non tutti dimenticano e alcuni fanno ancora i conti con queste immani tragedie raccogliendo storie e particolari, io ho trovato due testimonianze su meltingpot.org e peacereporter.net Il mare di fronte Portopalo ha accolto e conserva i resti di centinaia di persone dal 1996, Salonicco accolse le speranze di coloro che riuscirono a sopravvivere a quel terribile naufragio. Qualcuno da qualche parte in Africa o in Europa, forse ancora li aspetta e non sa cosa possa aver inghiottito i loro cari, se la disaffezione o la Storia. qui trovate un sunto della conferenza stampa fatta dal procuratore capo di Catania relativa al naufragio di questi giorni il sunto è molto preciso e sintetico, ho ascoltato la conferenza stampa personalmente nella diretta sky di queste ore.

AGGIORNAMENTO: è stata pubblicata in data 12 giugno 2015 da Siracusanews la notizia che due dei barconi presenti nelle fotografie di questo articolo sono stati ceduti al comune di Amsterdam (Olanda) per un progetto di carattere sociale ed educativo indirizzato alla sensibilizzazione degli studenti olandesi e un secondo progetto “collegato alla manifestazione internazionale di vela “Sail”, che richiama più di un milione di visitatori e genera l’attenzione dei media a livello mondiale, si propone di rendere tangibile l’esigenza di un impegno di tutti i Paesi Europei nella soluzione di un problema epocale che non può essere affrontato soltanto dal nostro Paese.”. Nell’articolo si afferma, giustamente, che la distruzione dei barconi sarebbe costata alle casse dello stato italiano circa 12 mila euro; resta il fatto che il progetto di valorizzare queste testimonianze di un presente sempre più difficile arriva da un altro paese lontano dalle problematiche che ci porta il nostro mare e comunque lodevole nell’iniziativa.


Al Bar Etna

Il Bar era, è, e auspico resti, quel luogo per riunirsi, stare insieme o soli, scambiare o ascoltare racconti, fatti, idee, informazioni, mentre si sorseggia un caffé o un drink

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

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Che la luce sia con te ...il portfolio fotografico di Luca Pagliarino

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Peeta: Tu mi ami, vero o falso? Katniss: Vero!!!

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