Archivi tag: #augmentedreality

Ma quante Stories! Il futuro è la Realtà Aumentata

Pochi giorni dopo il mio workshop “Marketing & business con Snapchat” presso Make Hub di Marina di Licata, Instagram si adegua velocemente alle nuove abitudini imposte da Snapchat e lancia Stories.

staremoavedere

Cito brevemente Wired perché l’aggiornamento è già stato condiviso e commentato con grandissima rapidità: “Con Instagram Stories puoi combinare tra loro fino a 100 tra immagini e video per creare una storia personalizzata da condividere con i tuoi follower per 24 ore, senza che appaia nel feed o sul tuo profilo. Alle storie puoi aggiungere testo, emoji, sticker e filtri, mentre commenti e reazioni resteranno privati. Il rilascio è previsto nelle prossime ore per tutti gli utenti sia su dispositivi iOS sia Android.“.

Il valore aggiunto di questa novità è che noi utenti di Instagram non dovremo preoccuparci di fare overposting, cioè di sovraccaricare l’account (fino a 100 tra immagini e video!), perché le storie sono suggerite nella parte superiore della schermata feed: un cerchietto rosso attorno alla foto del profilo di coloro che seguiamo ci avviserà se ci sono storie in corso e il sistema per fruirle è molto simile a quello di Snapchat.

Fattori negativi al momento ce ne sono parecchi, almeno secondo gli standard di noi utenti Snapchat: i testi non possono cambiare colore (solo bianco, ma correggetemi se sbaglio), si possono usare le emoji in dotazione alla tastiera del nostro smartphone (o comunque delle tastiere che usa ognuno di noi), ma Instagram non propone emoji aggiuntive né, men che meno, i filtri facciali ovvero lenses.

Nel blog post di Instagram in effetti i filtri stile Snapchat non sono stati annunciati; si parla di creatività e di strumenti di testo e disegno, non di filtri: “With Instagram Stories, you don’t have to worry about overposting. Instead, you can share as much as you want throughout the day — with as much creativity as you want. You can bring your story to life in new ways with text and drawing tools.“.

Nel titolo di questo pezzo ho scritto che il futuro è la realtà aumentata. Ne avevo già parlato due articoli fa, e qui, perdonatemi, ma mi autocito: “nel frattempo Snapchat ha assunto Raffael Dickreuter, professionista degli effetti speciali di Hollywood, per lavorare sulla realtà aumentata* che, probabilmente, accrescerà e raffinerà il divertimento e il coinvolgimento già pienamente ottenuto grazie al tool Lenses (i filtri facciali).“.

Ovviamente parliamo di futuro immediato, quello che rincorriamo (quasi) tutti quotidianamente, soprattutto quelli di noi che alimentano le loro storie di vita e di lavoro grazie alle nuove tecnologie e alla cultura digitale.

Qual è il valore aggiunto della augmented reality contro la realtà virtuale? È molto mobile friendly, basta uno smartphone o un tablet e ce l’hai con te, mentre per la realtà virtuale bisogna disporre di strumenti aggiuntivi, come mascherine e sensori. Focus ha da poco pubblicato un intero numero in realtà aumentata alla portata di tutti, qui trovate tutti i dettagli.

A proposito del fare marketing con Snapchat, al mio workshop ho avuto l’ardire di affermare che presto avremo la possibilità di inserire ulteriori contenuti all’interno dei nostri snap probabilmente grazie alla geolocalizzazione, per realizzare video o immagini in cui i luoghi ripresi ci restituiranno molto di più di quello che normalmente i nostri occhi possono vedere: un po’ come quello che accade al cyborg di Terminator quando osserva il mondo circostante e ne rileva dati aggiuntivi.

Provate a immaginare di applicare questa tecnologia a luoghi di interesse commerciale oppure storico o naturalistico. Tenendo conto che non è una realtà immersiva come quella virtuale e che ci permette di mantenere il controllo sul mondo circostante così come siamo abituati a percepirlo. Io sono emozionata al solo pensiero!

Tutte queste considerazioni senza dimenticare che Snapchat è un’app di messaggistica istantanea e non un social network per immagini come Instagram: la differenza è fondamentale, se si tiene conto che l’uso che ne facciamo è profondamente diverso ed è dettato dall’evoluzione nel gusto della condivisione che sta maturando fra gli utenti di tutto il mondo e che si può individuare nel preferire determinati contenuti e momenti di vita con un occhio alla privacy e uno all’esclusività.

Voi cosa ne pensate?

 


Starsnap memories

starsnapmemoriescover

Se mi chiedessero in questo momento cosa sia per me Snapchat, risponderei che è una forma di narrazione orale frammentaria e ubiqua.

Narrazione orale perché, nonostante sia un social network nato sotto l’impero dell’immagine, gli snap “parlati” sono in gran numero e a qualsiasi ora della giornata: tutti, o quasi, parliamo (a volte anche troppo e poi magari vi dico perché), condividiamo ricordi, impressioni, riflessioni, scherzi, favole, ricette, consigli, sentimenti, dialoghiamo da uno snap all’altro usando i contest oppure semplicemente rispondendo alle domande altrui.

Frammentaria in ragione del meccanismo stesso della creazione degli snap che possono essere scatti visualizzabili fino a un tempo massimo di dieci secondi e video, anch’essi della durata massima di dieci secondi (lo scrivo a beneficio di coloro che ancora non l’hanno provato); ogni snap può essere inviato in chat privata ad un altro snapper che abbiamo aggiunto alla lista di coloro che vogliamo seguire oppure essere inserito in una storia pubblica che si sviluppa in modo fluido nell’arco di 24 ore (ogni singolo snap scompare allo scadere delle 24 ore dalla sua pubblicazione).

E ubiqua, sì: io seguo snappers un po’ da tutto il mondo, perciò mi basta far partire gli aggiornamenti e passare senza colpo ferire da Roma a Sacramento, da Sidney a Miami, da Milano a Zanzibar, da Catania a Parma al Lago Balaton a Londra in un susseguirsi di paesaggi, situazioni, eventi, strade, locali, case private, giardini, sale riunioni.

Snapchat è anche metadiscorso, se mi passate il termine, perché la maggior parte di noi dedica almeno uno snap al giorno agli aggiornamenti, agli usi e costumi che si stanno affermando, al chiedersi se sia o meno opportuno mutuare alcune abitudini da altri social, ai consigli su come usarlo al meglio, ai feedback sulla quantità di snap da fare oppure sulla durata della visualizzazione delle foto, a come cambiare font per scrivere, ai follow alle views agli skip agli swipe ecc ecc 🙂

A me sembra che in qualche modo, questo social tacciato di superficialità, sia in realtà molto più addentro la vita, e fornisca stimoli ad approfondire o a scoprire, perché l’esperienza, trasmessa attraverso lo sguardo diretto di chi si sta guardando, è realmente percepita come più veritiera, ma soprattutto è più sentita.

Ovviamente, la realtà filtrata da un altro sguardo non può essere definita realtà oggettiva; senza finire in un campo filosofico minato, non è detto che si debba avere le stesse opinioni e visioni dello snapper di turno, ma certo la sua finestra sul mondo ha un suo valore, non assoluto, ma importante.

Concludo questo breve pezzo sottolineando che “frammentario e ubiquo” sono aggettivi dalla valenza doppia, possono essere letti sia in negativo che in positivo: sta a voi fare una scelta che non voglio imporvi, ma non sarei sincera se non vi invitassi con entusiasmo a entrare in questo mondo a tratti ancora grezzo e confuso e con qualche difetto (gli snap logorroici, ad esempio, e il fare i conti con il tempo a disposizione per visualizzare tuuuutte le storie).

Il prossimo 29 luglio porterò il mio workshop su Snapchat (perfezionato, arricchito e aggiornato) al Make Hub di Marina di Licata (Agrigento), nel frattempo Snapchat ha assunto Raffael Dickreuter, professionista degli effetti speciali di Hollywood, per lavorare sulla realtà aumentata* che, probabilmente, accrescerà e raffinerà il divertimento e il coinvolgimento già pienamente ottenuto grazie al tool Lenses (i filtri facciali).

Io sono curiosa e voi?

 

*Attenzione, non sto parlando di realtà virtuale perché quest’ultima è un po’ difficile da portarsi in giro con lo smartphone.

 


Al Bar Etna

Il Bar era, è, e auspico resti, quel luogo per riunirsi, stare insieme o soli, scambiare o ascoltare racconti, fatti, idee, informazioni, mentre si sorseggia un caffé o un drink

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

ilpagliarino

Che la luce sia con te ...il portfolio fotografico di Luca Pagliarino

IL BLOG DELLA GHIANDAIA IMITATRICE

Peeta: Tu mi ami, vero o falso? Katniss: Vero!!!

pe®izoma

Bisogna farsi Dio