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Eppur si muove: riflessioni sull’italian digital day

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Ho iniziato a progettare questo articolo sin dal momento in cui ho appreso dell’incontro nazionale dei digital champions. La divulgazione della cultura digitale, le istanze di formazione e diffusione dal basso, l’empowerment digitale (anche di genere) sono azioni e concetti che mi stanno molto a cuore.

Per promuovere la cultura digitale non è indispensabile essere digital champion, ma questo non vuol dire che possiamo fare a meno di una figura del genere. Non ne troverete uno che sia uguale a un altro per competenze e azioni sul territorio.

La cultura digitale è un universo vario e composito. Tutto ciò che ha che fare con il digitale, però, non è solo innovazione e nuove tecnologie come si potrebbe pensare di primo acchito. È pur vero che questo universo ha subito un’accelerazione importante in questi ultimi anni sia dal punto di vista hardware che software e le società, il mondo del lavoro, quello politico ed economico di tutto il mondo si sono evoluti anche sotto la spinta della crescita della cultura digitale.

Non è una crescita verticale né piramidale: trasversale e orizzontale sono gli aggettivi corretti da usare per indicare le istanze che ne connotano l’evoluzione. Commistione, invece, un buon sostantivo che ci permette di comprendere quanto ogni aspetto della nostra vita sia investito dal fenomeno di questa prima parte del terzo millennio che coinvolge tutto il mondo.

Alcune culture e società sono riuscite ad avventurarsi sin da subito e con profitto in tutto ciò che rappresenta la cultura digitale, altre ci hanno messo o ci mettono più tempo e il gap che si è creato ha molte cause individuabili in luoghi e momenti diversi della storia di un paese. I punti di partenza possono essere molteplici anche quando si cerca di individuare le cause di certi ritardi nella nostra piccola Italia.

Eppure, proprio qui in Italia, ci sono persone che operano quotidianamente per colmare questo gap e molto spesso ci riescono, diffondendo nei molti modi peculiari della cultura digitale, nuove buone pratiche, nuove competenze, nuovi lavori, nuove informazioni. E infondendo nuova vita in tutti gli strati della nostra società.

Eppur si muove, mi ha scritto, infatti, Liuba Soncini, che ho avuto l’occasione di conoscere durante il workshop di digital inclusion e digital empowerment “Donne Digitali” che si è tenuto a Modena il 6 giugno 2015. Liuba è digital champion per Modena, web coach per l’associazione EWMD di Reggio Emilia, si occupa di inclusione digitale di genere e alfabetizzazione digitale e, come dico sempre, molto altro. In questo “molto altro” c’è anche il bellissimo dono di una sua riflessione sull’Italian Digital Day che si è svolto alla Reggia di Venaria il 21 novembre 2015.

Eppur si muove

Riflessioni a ruota libera sull’Italian Digital Day
“Ho partecipato all’Italian Digital Day a Venaria come Digital Champion di Modena, perché desideravo ritrovare le persone conosciute in questo anno di attività per promuovere la cultura digitale sul territorio.

Ci siamo trovati per la prima volta il 20 novembre 2014 a Roma come pionieri: 100 volontari sparsi su tutto il territorio nazionale con la voglia di fare qualcosa per un paese che stava arrancando tremendamente sull’innovazione digitale, mentre il resto dell’Europa correva a grande velocità. E’ stato un anno vissuto intensamente: tanti grandi progetti sono stati realizzati, alcuni con tanta soddisfazione, altri ancora in corso.

A Venaria abbiamo dedicato un pomeriggio di lavoro per ragionare sul futuro dell’Associazione Italiana Digital Champions. L’Associazione è nata un anno fa da un’idea azzardata, quanto innovativa, di un Riccardo Luna fresco di nomina a Digital Champion italiano: l’idea di far partire dal basso la spinta per portare l’Italia verso l’innovazione digitale. Dai primi 100 Digital Champions locali che ne hanno firmato la costituzione ora siamo più di 3000. Questo comporta necessariamente un ripensamento organizzativo per consentire alle tante persone che, volontariamente e senza etichette, ogni giorno cercano di dare un contributo per diffondere innovazione e cultura digitale. I tavoli di lavoro cui abbiamo partecipato hanno evidenziato i tanti punti di forza della nostra rete, che vanno presidiati e incentivati, ma ovviamente anche delle criticità, a partire da un coordinamento sia nazionale che regionale che diventi strategico per consolidare quanto viene fatto e consentire una migliore diffusione di best practices.

Perché, come scrive Guido Scorza avvocato e Digital Champion: “Il Paese deve imboccare senza più alcuna esitazione la strada che porta al futuro ed investire nell’innovazione e nel digitale” e “guardare al futuro”.

L’Italian Digital Day non è stata una celebrazione dei Digital Champions, ma un momento di incontro per fare il punto della situazione con le luci e le ombre che ancora possiamo rilevare.

Innanzitutto è ormai chiaro che il paese (cittadini, istituzioni e aziende) ha bisogno di poter accedere a una connessione veloce come asset fondamentale per usufruire della digitalizzazione di servizi e strumenti. Giuseppe Recchi, presidente di Telecom Italia, ha presentato il piano di sviluppo della banda larga: entro il 2017 copertura della banda ultralarga mobile al 95%, mentre per quella fissa l’obiettivo è il 75%.

La strada quindi è ancora lunga e difficoltosa. Le aziende hanno bisogno di contare su un accesso veloce per migliorare la propria organizzazione e le pubbliche amministrazioni devono smaterializzare sempre più i propri servizi. A tutto questo possiamo aggiungere la necessità di alfabetizzare un paese in cui ancora oggi 4 persone su 10 non usano Internet. Dai dati che sono stati presentati a Venaria qualche spiraglio di luce si intravede: l’importanza delle competenze digitali e di strumenti efficaci sono percepiti come fondamentali dalla maggioranza delle persone.

Significativa è stata la presenza dell’Agenzia per l’Italia Digitale: una vera e propria squadra di professionisti che stanno lavorando a tanti progetti, alcuni già in fase di realizzazione, con una strategia definita Piano Crescita Digitale. L’obiettivo si chiama Italia Login, una piattaforma digitale che integra i vari settori (sanità, scuola, giustizia, ecc.) in un unico accesso, attraverso il Servizio Pubblico d’Identità Digitale e l’anagrafe nazionale della popolazione residente, che abiliterà la profilazione. Un altro tassello importante sono le linee guida dei siti web della PA: un sistema condiviso e aperto a proposte e miglioramenti che vuole rendere la navigazione e l’esperienza del cittadino/utente online coerente e omogenea. Il primo sito web a adottare il nuovo design è stato proprio governo.it, con la nuova impostazione rilasciata lo stesso giorno dell’Italian Digital Day.

Eppur si muove. Da quanto ci è stato raccontato a Venaria i primi timidi segnali ci sono tutti. Condividiamo anche la richiesta dell’on. Antonio Palmieri, dell’Intergruppo parlamentare innovazione, che ha sollecitato Renzi a nominare un ministro o un sottosegretario con una delega dedicata all’innovazione e al digitale, affinché possa esercitare il ruolo fondamentale di coordinamento politico dei tanti protagonisti e stakeholders interessati.

Infrastrutture, piattaforme, alfabetizzazione, sicurezza ma soprattutto comunicazione. Personalmente è stato molto importante sentire la testimonianza legata alla presenza online e offline della Polizia di Stato, che sta svolgendo un ruolo significativo nell’educazione all’uso dei dispositivi tecnologici di giovani e adulti e nella diffusione della legalità, nel senso più ampio del termine. Credo che istituzioni e forze dell’ordine possano dare un contributo straordinario, con la loro presenza online e sui social network, all’educazione civica digitale dei cittadini e alla prevenzione di comportamenti scorretti.

L’educazione è infatti la sfida più rilevante per il nostro futuro, a partire da una scuola che accolga non solo i nuovi strumenti tecnologici a disposizione ma che consenta una integrazione nella didattica di coding, stampa 3D, pensiero computazionale e nuovi contenuti per trasformare l’apprendimento in una palestra esperienziale inclusiva. I tecnici del Miur hanno raccontato il Piano Nazionale Scuola Digitale e l’introduzione di una nuova figura in ogni scuola, l’animatore digitale, nata sul modello dei Digital Champions che avrà il compito di supportare la sperimentazione digitale e la formazione.

Vorrei chiudere con la speranza che le tante idee interessanti e i progetti raccontati a Venaria non siano solo una bella facciata dietro la quale nascondere arretratezza e fallimenti, ma diventino nel prossimo futuro una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale.”

Liuba Soncini

 

[La foto di copertina è presa dal web, ma non sono riuscita a stabilire la fonte originaria per citarla correttamente. Se qualcuno dovesse essere titolare dell’immagine, può scrivermi liberamente e sarà mia cura cambiarla o attribuirne correttamente la proprietà.]

 

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102 chili sull’anima, una recensione

C’è un tempo e un luogo per le antiche storie che narrano di draghi, demoni e streghe da affrontare, c’è un tempo e un luogo anche per il più grande antagonista che abbiamo: la nostra anima nera. C’è un tempo e un luogo che sono un Per Sempre e In Ogni Dove, per ascoltarle queste storie, per trarne esperienza, motivazioni e gioia.

La narrazione di un frammento della storia personale di Francesca Sanzo inizia quasi come una fiaba d’altri tempi: “Durante l’estate del 2013…”. Che riecheggia il caro vecchio C’era una volta, ma in un tempo ben definito, che ci aiuta nella percezione della realtà della storia. L’inizio di un mutamento sempre in divenire (perché a percorsi di evoluzione interiore ed esteriore non si può porre un termine) che continuerà a srotolarsi davanti agli occhi di ogni lettore che vorrà conoscerne i particolari, i modi e i tempi.

Sì, si parla di un dimagrimento, ma non è tutto qui e non sarebbe più semplice se fosse così: nelle antiche storie c’è un protagonista, un accadimento che spinge l’eroe in luoghi sconosciuti, una serie di ostacoli da superare che rendono l’eroe (e l’eroina, ovvio) di volta in volta più forte e lucido, un antagonista dai poteri mortali, un inevitabile obbiettivo da raggiungere che al termine della storia si rivela “altro da sé”.

Questo è ciò che accade in #102chili. E’ la prima volta che una donna vi narra del suo mutamento a quarant’anni? Questa è una storia per tutte le età e per ognuno di noi che vuole smettere di sentirsi solo fra le onde dei cambiamenti, che siano cercati oppure no. Francesca si rende conto che deve abbandonare il suo status di individuo in sovrappeso, l’ultimo segnale potrebbe essere un’osservazione sincera di sua figlia.  Ma quello che impariamo è che possiamo sempre darci una possibilità e che il coraggio si prende a piccoli passi che col tempo diventano grandi falcate e corse, corse veloci nel vento. Anche se sembra impossibile.

Abbiamo sempre trovato i modi per raccontarci la vita. E le antiche storie hanno rinnovato i linguaggi: grazie a un modo narrativo positivo, costruito pazientemente e con costanza attraverso il blog Panzallaria, Francesca Sanzo è arrivata donarci “102 chili sull’anima”. E’ scesa nel suo personale bosco oscuro, nel mare profondo che potrebbe risucchiare, ha aperto l’armadio degli spettri e ne è uscita trasfigurata.

“Mi auguro che queste pagine possano essere lette da persone che non solo desiderano cambiare il loro rapporto con il cibo, ma che più in generale sentono che il cambiamento è l’unico modo per andare avanti, per vivere bene e per vivere a lungo, nella lunghezza che è data a ogni vita.” E per avere sempre una buona storia da raccontare.

Francesca Sanzo “102 chili sull’anima” Giraldi Editore – anche in formato e-book nelle librerie e su Amazon
blog Panzallaria e sito professionale (Francesca è una digital coach, fa workshop e consulenza sulla comunicazione digitale)
Non ho l’autografo sul libro, ma ho la mia intervista recente. 😉

Francesca Sanzo

Francesca Sanzo


3 domande più una: Tips & Tricks per donne digitali – 2

2 – Gli impegni di tutta la famiglia hanno lo stesso identico valore, non facciamo l’errore di mettere sempre da parte i nostri.

Come per l’articolo nato grazie ad un’altra super donna digitale,  Viviana Musumeci, le mie 3 domande più una hanno come obbiettivo di donare a noi signore più o meno digitali, qualche soluzione di vita interessante. E fare una delle cose che amo di più: vedere il mondo da prospettive diverse.

E siamo alla puntata numero 2! Nuovamente felice di avere la possibilità di presentarvi la mia guest star per questo articolo ovvero Francesca Sanzo. Come per la volta precedente, è difficile riuscire a riassumere efficacemente le competenze della mia ospite, che è innanzitutto una digital coach di eccezione ed è stata la mia insegnante in uno dei corsi proposti dal network Work Wide Women (che voce suadente… Impossibile peccare di concentrazione!), è autrice del blog Panzallaria, che non è solo un blog, ma un contenitore e un progetto di narrazione di grande impatto emotivo e di grande successo. Francesca è scrittrice del libro “Narrarsi on line: come fare personal storytelling” e del libro “102 chili sull’anima” (di cui parlerò più avanti).

Wow! Quanti link succulenti! Senza il corso per aspiranti blogger tenuto da Francesca, forse io non sarei qui a scrivere questo articolo e non avrei avuto il fegato di propormi come blogger per il blogdinnovazione su cui scrivo di nuove tecnologie, startup e tante cose belle e immaginifiche. Quindi questo piccolo articolo lo devo a lei e a me stessa.

Ecco le risposte di Francesca:

1) Pensi che la gestione del tuo Tempo sia efficace rispetto agli obbiettivi di vita (lavorativa e non) che ti sei prefissata?

Francesca: Faccio del mio meglio, ma come tutti i liberi professionisti, alcuni momenti sono più difficili da gestire di altri, a seconda del carico di lavoro. Mi aiuta moltissimo google calendar e una pianificazione millesimale del mio tempo: ogni tanto mi prendo anche comunque il lusso di “perderne” un po’, per fare respirare liberamente il cervello.

2) Come organizzi la tua agenda settimanale di lavoratrice, mamma, moglie, ma soprattutto Essere Umano? Ci sono delle attività che hai programmato a scadenze fisse?

Francesca: Al mattino (un giorno si e l’altro no) vado a correre alle 7, quando ancora tutti dormono. Accompagno mia figlia a scuola poi vado al lavoro. Due volte a settimana mi prendo un’ora per nuotare alla sera e del resto, non ho impegni fissi: sarebbe impossibile, dovendo gestire trasferte e appuntamenti di lavoro.

Dalle 16.30 in poi del pomeriggio ci alterniamo con il mio compagno per passare il pomeriggio, dopo scuola, con nostra figlia e assisterla in tutte le attività extra scolastiche.

3) Puoi dirmi in tre punti le strategie che noi donne dovremmo necessariamente attuare per non disperdere le nostre energie?

  1. Calendario ben organizzato

  2. Gestione familiare condivisa in maniera equa: gli impegni di tutti hanno lo stesso identico valore, non facciamo l’errore di mettere sempre da parte i nostri

  3. Ogni tanto usciamo con gli amici: uno spritz è una mano santa per rilassarsi e ripartire con nuovo vigore verso nuove avventure 😉

più una) tips & tricks extra bonus a scelta fra – come riesco a non farmi sopraffare dalla quantità immane di cose da leggere per essere sempre aggiornata – il momento della giornata che dedico solo a me stessa – appunti digitali vs appunti analogici

Francesca: Dedico 3 ore alla settimana allo sport (corsa o nuoto) e lo faccio consapevole che mi sto concedendo tempo tutto per me, la mia oasi di pensiero libero, amore per me stessa e ricarica dallo stress del quotidiano. Lo faccio da circa un anno e mezzo e la vita mi è cambiata totalmente: più idee, più concentrazione, più benessere!


3 domande più una: tips and tricks per donne digitali – 1

1: Stai con persone che ti trasmettono voglia di fare.

Come ho letto in un articolo di Antonio Cilardo molti studi affermano e confermano che “raccontarsi spinge a essere più equilibrati, ottimisti e costruttivi. A ricostruire e interpretare le situazioni, attribuendovi un significato. A definire la propria identità e il proprio percorso.” Raccontarsi ed ascoltare lo storytelling altrui, riflettere e confrontarsi, scoprendo che spesso la percezione che abbiamo di noi stessi è fallace e viziata da insicurezze e che il nostro lavoro non è poi così male.

Mi sono sempre chiesta come si fa a concretizzare i propri obbiettivi, se ci sono persone che hanno dei trucchi speciali oppure sono naturalmente organizzate. Soprattutto adesso che sono a casa in disoccupazione dopo l’ultimo lavoro a tempo determinato e da ormai due mesi scrivo per questo blog e per la rubrica Innovazione di Bloglive.it; perché spesso mi convinco di non essere abbastanza brava a gestire il mio tempo. Perciò, nella ricerca delle risposte giuste, che fanno per me, mi soffermerò in special modo sul lavoro freelance, su chi ha fatto personal branding grazie alla propria professionalità e alle proprie competenze e non deve sempre sottostare a scadenze precise o, comunque, a una gestione aziendale, a un capo che detta legge. Ma anche chi fra noi donne sente comunque la mia stessa esigenza di strutturare meglio la propria giornata per raggiungere gli obbiettivi prefissati. E stare serene, anche.

La mia prima, graditissima ospite è Viviana Musumeci: giornalista, insegnante presso l’Accademia del Lusso di Milano, fondatrice di VM-MAG.com “magazine online aggiornato quotidianamente con notizie, approfondimenti, interviste sul mondo del fashion, lifestyle, beauty, celebrities e talenti creativi”, “ha pubblicato alcuni saggi e due libri dedicati alla comunicazione – Croce o delizia. L’uso dei testimonial in pubblicità edito da Ediforum – e alle celebrities – Divi a perdere. Il consumo delle celebrities edito da Lupetti”, si occupa di digital communications ed è un’appassionata e precisa gourmande. Io sono una delle sue amiche/fan digitali, ci siamo conosciute su Facebook e, nonostante i suoi impegni, con lei è un piacere quotidiano comunicare, perciò le ho posto le mie 3 domande più una e le sue risposte e consigli sono arrivate in tre secondi netti: la dote che io chiamo consapevolezza (ed entusiasmo).

3 domande più una
1) Pensi che la gestione del tuo Tempo sia efficace rispetto agli obbiettivi di vita (lavorativa e non) che ti sei prefissata? Viviana: Considerato che a me piacciono molto i lavori che faccio, tendenzialmente ho bisogno di poco tempo libero. E mi basta un solo giorno di “evasione” a settimana.
2) Come organizzi la tua agenda settimanale di lavoratrice, mamma, moglie, ma soprattutto Essere Umano? Ci sono delle attività che hai programmato a scadenze fisse?
Viviana: Non ho una vera e propria agenda. Ho il vantaggio di lavorare da casa, quindi, se voglio, in pausa pranzo mi metto le scarpe da jogging e vado a correre sul lungo fiume. L’organizzazione la relego al lavoro e alla gestione della casa famiglia, ma è mentale non scritta. Per il resto, seguo molto le esigenze che mi vengono comunicate da testa e corpo.
3) Puoi dirmi in tre punti le strategie che noi donne dovremmo necessariamente attuare per non disperdere le nostre energie?
Viviana: Le energie, spesso, le disperdiamo non per ciò che facciamo – anche se la disorganizzazione in questo non aiuta. Io ad esempio mi impongo di non subire dagli altri delle modalità che mi fanno fare un lavoro due volte perché è una perdita di tempo. E spesso, questo è frutto di incapacità organizzativa degli altri o di insicurezze personali.Quindi forse, questa potrebbe essere una regola. Ma la verità è che la mente si stanca, e quindi è poi poco reattiva e lucida davanti ai ladri di energia. Quindi non frequento questo tipo di persone, ma solo quelle che mi “caricano” positivamente di energia. Sembra una banalità, ma in realtà funziona. Se stai con persone negative rimugini su pensieri negativi e questi ti appesantiscono e rallentano poi nell’operatività effettiva. Se invece stai con persone che ti trasferiscono input da mettere in pratica, prima o poi lo farai e la tua vita ne godrà un giovamento.
più una) tips & tricks extra bonus a scelta fra – come riesco a non farmi sopraffare dalla quantità immane di cose da leggere per essere sempre aggiornata – il momento della giornata che dedico solo a me stessa – appunti digitali vs appunti analogici
Viviana: Come agenda uso quella dell’iPhone perché è l’unico strumento tecnologico che mi segue ovunque. Ma il trucco vero è riconoscere i ladri, ripeto, di tempo ed energie. E’ solo un guadagno.

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01 cose che proprio non sapete sulla tastiera del pc

E’ sabato pomeriggio e stranamente non avete/non volete avere niente da fare? Oppure avete pulito ogni angolo remoto della casa, finanche la parte inferiore del tavolo da pranzo e perfino le maniglie delle porte? E’ possibile che siate seduti davanti al vostro pc in questo momento, con le dita che indugiano sulla tastiera come me che sto pensando cosa scrivervi e perché sto scrivendo proprio questo articolo e mi è venuta in mente questa cosa guardando proprio sotto le mie dita 😉

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Volevo dirvi che di solito, insieme a me, ai libri e allo smartphone, sul tavolo arrivano anche cibi e bevande, inoltre mi limo le unghie, metto lo smalto, prendo appunti, appoggio la borsa, stratifico la posta; e anche la polvere, senza il mio aiuto, ci mette del suo e si incolla inevitabilmente a tutti quei meravigliosi tastini bianchi  (sì, bianchi). Così, oggi ho usato un sistema per pulire davvero bene la tastiera.

Quello che occorre è

  • una fotocamera, va benissimo anche quella del telefonino
  • un pennello
  • un cacciavite piatto di piccole dimensioni (non quelli da ottico!)
  • un panno
  • qualche bastoncino per le orecchie
  • spray per vetri
  • una ciotolina
  • sgrassatore
  • un po’ di pazienza

Innanzitutto fotografate la tastiera così

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poi con il cacciavite staccate delicatamente tutti i tasti, non è difficile, ma state attenti soprattutto alla barra spaziatrice, il tasto enter (invio), shift, quelli più larghi, non tutti, perché hanno una piccola molla e dovete ricordarvi come riagganciarla; raccoglieteli tutti nella ciotola e immergeteli in acqua e sgrassatore, strofinateli se necessario, sciacquate e asciugate bene.

Quindi passate allo scheletro della tastiera eliminando i residui di schifezze varie che si sono depositati all’interno con il pennello e i bastoncini per le orecchie usando lo spray per vetri, ma senza spruzzarlo direttamente sulla superficie.

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raccogliete il mucchietto di schifezze e fategli una foto a imperitura memoria

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riattaccate tutti i tastini con un po’ di pazienza avendo sott’occhio la fotografia che avevate scattato

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Ricordatevi che esistono le tastiere lavabili, i tasti dei notebook sono più piccoli e delicati ed è meglio usare gli spray ad aria compressa e detergenti meno aggressivi,  non bevete mai bevande gassate in prossimità della vostra tastiera o del vostro notebook, gli altri accessori del mio pc sono neri.


L’Utente Indice

In un post precedente ci siamo chiesti (pluralia maiestatis) come si rapportano gli utenti di facebook a  contenuti importanti e spesso complessi, lunghi e che richiedono un livello di attenzione che supera il minuto. Perciò, essendo una devota del metodo scientifico, ho deciso che potevo disturbare un nutrito gruppo di amici e parenti presenti sulla mia bacheca e quindi ho spedito loro alcune domande imprecise per capire cosa pensassero in merito. Ne è uscito un profilo di “Utente Indice” davvero interessante (lo so che si dice utente medio, italiano medio, dito medio… Ma non mi piace, in medio non stat virtus, bensì l’ignavia. E così, in un sol colpo, facciamo rivoltare nella tomba Aristotele e Dante Alighieri).

GraficoDomande

Ecco i risultati elaborati in un grafico: sull’asse verticale le percentuali, sull’asse orizzontale i numeri corrispondenti alle domande poste. Cliccare per ingrandire.

L’Utente Indice della mia pagina facebook segue soprattutto pagine e/o gruppi riguardanti i suoi interessi personali, gli piace approfondire e imparare cose nuove su argomenti di interesse vario, preferisce post che contengano un piccolo testo da leggere (ne deduco che il testo dovrebbe essere di limpida comprensione all’interno dell’anteprima del messaggio), in second’ordine una fotografia è graditissima. L’Utente Indice (che è molto esigente) mi dice anche che se il messaggio che contiene un link, è interessante, utile e divertente insieme, lo preferisce, ma non sempre lo legge davvero, anche se potrebbe imparare qualcosa di nuovo, inoltre, sembra che sia attirato più da messaggi contenenti informazioni e notizie e, in second’ordine a consigli pratici di varia natura. Per ultimo, il mio Utente sceglie di condividere soprattutto post che siano contemporaneamente utili e divertenti.

Insomma, per conquistare i miei utenti indici dovrò sudare parecchio e imparare a essere spiritosa e coinvolgente e a stare sempre sul pezzo 😉

Curiosità sull’Utente Indice:
non ama i messaggi moraleggianti
i link li condivide solo sulla bacheca di Maria
non ha preferenze basta che non ci siano gattinibambinimatrimonicibo
è umorale (pure io, meno male…)
Ma soprattutto tutti i miei utenti indici sono stati gentilissimi e disponibili 😀

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gattini e bambini non ne avevo, speriamo che la Disney non mi chieda i diritti 0_o

Qui sotto, in corrispondenza delle domande, trovate le percentuali.*

  • Su facebook segui pagine o gruppi riguardanti il tuo lavoro? [ 50% A Sì]   [50% B  no]
  • Su fb segui pagine o gruppi riguardanti i tuoi hobby e/o interessi? ? [100% A  Sì]   [B  no]
  • Quando sei su fb ti interessa imparare cosa nuove o approfondire argomenti di interesse sociale, culturale, politico ecc (87,50% A) oppure sei convinto che fb non sia il luogo virtuale giusto per coltivare questo tipo di contenuti (12,50% B)?
  • Cosa preferisci di più in un post? [A Video]    [20,80% B  fotografia]   [79,20% C  un piccolo testo da leggere]
  • Se un post è interessante e utile, oltre che divertente, e contiene un link a un articolo, lo leggi più volentieri? [12,50% A Sempre]   [62,50% B  spesso]   [25% C  a volte]   [D  quasi mai]   [E  no mai]
  • Se il post con il link all’articolo ti spinge a imparare qualcosa di nuovo, lo leggi? ?  [25% A Sempre]   [37,50% B  spesso]   [37,50% C  a volte]   [D  quasi mai]   [E  no mai]  [se no, ti va di scrivermi brevemente perché?]
  • Quando sei su fb quali post attirano subito la tua attenzione? A 25%(divertenti: animali o persone che fanno cose buffe, vignette e messaggi spiritosi…) B 37,50% (utili: consigli pratici, ricette di cucina, riflessioni moraleggianti, consigli di vita)  C 58,30% (interessanti: link a notizie, informazioni, approfondimenti su ambiente, lavoro, guerre, politica…) D 4,60% (di protesta)
  • Dei post che attirano la tua attenzione e su cui hai cliccato “mi piace”, quali condividi più facilmente sulla tua bacheca? A 8,30% (divertenti)  B 16,60% (utili)  C 70,80% (divertenti + utili)  D 16,60% (di protesta)
    * elaborazione percentuali a cura della premiata ditta Il mio fidanzato sas

Nove consigli attraverso lo specchio

E’ così che nasce questa riflessione: da un post de L’Internazionale intitolato “Nove consigli su come usare al meglio le proprie idee” di Annamaria Testa che, con una formula che mi ricorda i testi di certi giochi de La settimana enigmistica (non chiedetemi perché), ci racconta delle nove cose che proprio non dovremmo fare quando abbiamo o cerchiamo un’idea.

A me di idee ne vengono poche in mente, mi riferisco alle idee monetizzabili, e quelle poche che ho richiedono un investimento monetario non da poco; quello di cui sono convinta è che ormai sul globo terracqueo ci siamo già inventati di tutto e adesso che ci penso, probabilmente anche questo articolo è stato già scritto da qualcun altro.

E allora perché continuare a cercare l’Idea con la I maiuscola (o anche una con una I un po’ più discreta, ma utile)?

Il secondo pensiero che è sopravvenuto nella mia testolina, leggendo l’articolo, è che magari quell’idea lì non è stata realizzata sotto casa nostra, che magari l’hanno realizzata dall’altra parte del mondo e che potrebbe esserci spazio anche per realizzare la nostra.

Ok, Facebook l’hanno già inventato e anche Harry Potter e Il Trono di spade, I love shopping l’hanno già scritto in tutte le sue varianti e il ritorno alla terra e ai suoi valori è stato già affrontato più volte nell’ultimo mezzo secolo; e quindi? Direbbe un mio amico.

E quindi proviamo a rovesciare le nove categorie espresse da Annamaria Testa, prendiamo l’ideuzza pelosa che ci ha solleticato la mente e scriviamola a tavolino, poi, come diceva quel bellissimo racconto che vi linko qui, togliamo giusto tre cose che sembrano indispensabili ma non lo sono. Cerchiamo un network che possa supportarci e consigliarci (funziona, sapete?), scambiamo informazioni.

E i soldi? Dopo. Mi sento di affermare che avere voglia di progettare con criterio è importante, nonostante spesso sopravvenga la stanchezza. La strada verso la realizzazione di un’idea è spesso lunghissima, sicuramente impegnativa e forse è una strada chiusa, ma è pur sempre percorribile.

E non è forse camminando lungo le strade che si scoprono sentieri improvvisi e piacevoli?

Il viale delle Tamerici presso l'oasi della Lipu dedicato alle saline di Priolo Gargallo (SR): la bellezza di un'idea nonostante la presenza incombente della raffineria.

Il viale delle Tamerici presso l’oasi della Lipu dedicata alle saline di Priolo Gargallo (SR): la bellezza di un’idea nonostante la presenza incombente della raffineria.


Al Bar Etna

Il Bar era, è, e auspico resti, quel luogo per riunirsi, stare insieme o soli, scambiare o ascoltare racconti, fatti, idee, informazioni, mentre si sorseggia un caffé o un drink

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

ilpagliarino

Che la luce sia con te ...il portfolio fotografico di Luca Pagliarino

IL BLOG DELLA GHIANDAIA IMITATRICE

Peeta: Tu mi ami, vero o falso? Katniss: Vero!!!

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Bisogna farsi Dio