Conoscersi e lavorare ai tempi di Snapchat

Il workshop “Marketing & business con Snapchat” è stato un grande successo! Più sotto trovate il testo (completo di link) dei ringraziamenti (e delle anticipazioni). Moltissime le informazioni da condividere, so che avrei potuto fare ancora meglio, ma vi prometto che tornerò presto con ulteriori tips & tricks.

Perché aspettare così tanto per un nuovo post qui su Apirolio? Da mercoledì 22 sono partite tante riflessioni sulle trasformazioni che stiamo vivendo in questi mesi: raccontare se stessi e comunicare il proprio lavoro, nonostante i molteplici strumenti a disposizione, sta diventando sempre più complesso, a tratti queste attività sono percepite come faticose e a ragione.

Io sono una forte sostenitrice dei social network e credo che possiamo impegnarci a non subirli e che abbiamo la possibilità di poterli sfruttare a nostro vantaggio; usandoli, però, mi sono resa conto che non è sempre così semplice come uno snap.

E già, perché snap vuol dire schiocco e il nome di questo social giallo sole vorrebbe proprio evocare che la comunicazione è facile come uno schiocco di dita. Visto in negativo, Snapchat potrebbe essere l’esasperazione della comunicazione e dell’ego. Il 15 giugno, su Twitter, ho avuto uno scambio di idee con Simone Bennati (@bennaker) che è mi è stato molto utile:

 

Così come uno dei feedback più frequente sull’uso di Snapchat è una domanda: “ma come fate a visualizzare tutte le storie degli snappers che seguite? Ci vuole troppo tempo.”. Più che lecito chiedersi come fare perché molti di noi lavorano e studiano e in questo momento, seguire gli aggiornamenti di una ventina di snappers richiede circa tre quarti d’ora, che non è poco nell’economia di una giornata. Voi avete trovato un metodo efficace? Io di solito metto lo smartphone appoggiato a un bicchiere e guardo le storie mentre faccio colazione oppure mentre faccio qualche piccola pausa.

Altra difficoltà per coloro che ne fanno un uso lavorativo è capire le metriche utili a quantificare l’engagement: il coinvolgimento, soprattutto della community di snappers italiana, manca sia di metriche a livello nazionale (sono pochi gli articoli che ne parlano) sia di strumenti scientifici per calcolarlo. Ma ci sono snappers che non si sono persi d’animo e sono riusciti a trovare alcuni metodi efficaci, seppure “manuali”: ottimi consigli li offre Stefano Mongardi sul suo the web mate e un ottimo scambio di esperienze arriva dal gruppo Facebook Snapchat Italia. Anche misurare il tasso di click sui vostri siti o blog o l’aumento di follower sugli altri profili social nell’arco delle 24 ore in cui avete fatto snap può essere utile.

C’è qualcosa, al di sopra di tutto, che continua a farmi preferire Snapchat relativamente alla possibilità di fare nuove conoscenze e creare partnership di ampio respiro come quella che si è creata fra me, Impact Hub Siracusa e l’Università di Milano Bicocca proprio in occasione del workshop: su Snapchat non esiste nessun algoritmo che mi impedisca di trovare persone distanti dai miei interessi e dalle mie passioni, perciò è molto più facile poter allargare i propri orizzonti professionali e amicali.

Una riflessione e una conferma notevole da questo punto di vista mi è arrivata da Rudy Bandiera (@RudyBandiera) con questo Tweet:

 

Un consiglio a conclusione di queste prime considerazioni: siate propensi alle interazioni, collegatevi ai profili di chi ha iniziato a seguirvi, non lasciateli sul limitare della porta di casa perché avete troppi follower, anche se non avete tempo di guardare le loro storie, collegarsi ai loro profili gli permetterà di interagire con voi attraverso la chat diretta e vi darà concretamente il polso di chi ascolta con attenzione le vostre storie.

Follow on ‪#‎Snapchat‬
unimib
pantonemr
diegodidonato
ilfiordicappero
ivan_psy
themilsedition
qlsvgl
stemonga
annabonf
atdesign85
julien_science
ugovalentini
criboavida
tonysiino
silviacaruso78
mariannabruschi
luisa.ruggiero
luca_longo9
gabrielevala
mr.peppe

crosspostQualsivoglia

 

Ringraziamenti

Voglio ringraziare innanzitutto i nostri corsisti per la loro partecipazione e i loro feedback: non siete stati solo i destinatari della serata di formazione del 22 giugno, ma i suoi indiscussi protagonisti, perché un contenuto di qualità ha bisogno di interazioni per risultare vivo e concreto.

Abbiamo potuto parlare e confrontarci insieme e i vostri sguardi attenti hanno rivelato menti aperte e lucide: avanti tutta!

Cito in particolar modo il team di Youthub Catania che ha registrato l’evento e lo ha condiviso sulla sua fanpage su Facebook: ragazzi, voi non siete solo il futuro della Sicilia e dell’Italia tutta, ma anche il suo presente!

Con circa 33 mila iscritti, i suoi numerosi docenti e dipendenti, la nostra case history ospite è stata l’ Università degli Studi di Milano Bicocca che, nella persona di Diego Di Donato, ci ha donato consigli ed esperienza per la creazione e la crescita di una community attiva che dà spazio a diverse forme di espressione e permette ai suoi utenti (e alle future matricole) di essere raggiungibile dal proprio canale di comunicazione preferito, raccontando l’università in tutte le sue sfaccettature.

L’ulteriore ringraziamento va alle altre case histories: snappers che ci hanno donato dati sulla loro audience e considerazioni sulle interazioni e l’engagement che stanno ottenendo attraverso la loro strategia di comunicazione su Snapchat e Ghostcodes:
Maria Rosaria Pantone per lo storytelling territoriale ed enogastronomico sull’Abruzzo (e molti altri contenuti prodotti con grande garbo ed eleganza)
Elisa Di Rienzo con il blog Il Fior di Cappero e il team Ricette per passione per la sua testimonianza di come si possa fare networking grazie a Snapchat
Ivan Ferrero, psicologo, per il trans media storytelling e i suoi molteplici canali di comunicazione per consigli e consulenze su tematiche quali il cyberbullismo, l’internet addiction e il suo digitalparentigtips dedicato all’uso del web da parte dei teenager
Qualsivoglia blog di Teresa e Francesca, per la loro testimonianza sull’accrescimento del coinvolgimento e del tasso di click-through rate (ancora molto difficile da misurare)
Emilio Themilsedition direttamente da Sacramento, in California, per la sua incredibile energia, il suo entusiasmo, la generosa professionalità, una precisa strategia di comunicazione e le sue numerose tips sull’uso di Snapchat
Stefano Mongardi, web marketer, con la sua testimonianza chiara e puntuale, le tips sulle metriche e il supporto del gruppo Snapchat Italia.

Teatro del workshop è stato Impact Hub Siracusa, luogo del cuore e della mente, fonte di ispirazione inestinguibile, culla del networking, dell’accrescimento e dello scambio di competenze, con il quale e grazie al quale, vogliamo continuare ad esplorare i social media e molti altri argomenti dal punto di vista del marketing e delle strategie di comunicazione, del branding e degli aspetti pratici e funzionali degli strumenti digitali che abbiamo a disposizione.

Questo format dal modello peer to peer è foriero di nuove e rinnovate best practices che possono partire e crescere qui in Sicilia, nel cuore del Mediterraneo e oltre.

Ed è proprio dalla Sicilia, e da uno dei massimi cuori pulsanti di Siracusa, che è iniziata l’avventura di questo workshop, con un’eccellenza del territorio che è la pasticceria Alfio Neri, luogo in cui sapori, gusto, sapienza artigianale, cultura, amore per la propria terra, storytelling del prodotto e know how nella comunicazione si fondono e diventano perle di inestimabile valore.

Michele Buonomo grazie anche a te per l’accoglienza e il savoir faire!

Infine, ma non per ultimo, grazie Francesco Rotondo per il tuo supporto, il sostegno, la forza, le tue competenze digitali sempre condivise da una scrivania all’altra, le tips nerd, le orecchiette al sugo e le crostate con la confettura di albicocca (frolla e confettura fatte proprio da te con tanto amore e passione).

A prestissimo! 🙂
‪#‎HubSnap‬

 


Snapchat si fa storytelling anche in Italia

Frotte di snappers italiani stanno finalmente riempiendo Snapchat delle nostre molteplici voci, da nord a sud, spesso con risultati interessanti dal punto di vista della narrazione di un territorio, di un evento e anche della vita universitaria e associativa, nonché di quella professionale.

Alcune di queste storie ve le racconterò in Impact Hub Siracusa il 22 giugno, durante il workshop sul quale sto lavorando in questi giorni e di cui vedrete la cover qui sotto: ospiti graditissimi e interessanti in arrivo!

Senza-titolo-1

Nel frattempo, io procedo con i miei esperimenti i cui risultati sono un aumento dei follower, ma soprattutto di interazioni proficue che fanno viaggiare idee e buone pratiche in lungo e in largo per la penisola (e anche le isole). Il workshop stesso è nato dall’esigenza di comunicare al meglio questo nuovo strumento che è Snapchat, portandolo lì dove in alcuni casi sembra ancora un social astruso e inutile.

Io ne sto facendo uno strumento per lo storytelling di eventi, oltre a raccontare il mio lavoro per GustoNews, le suggestioni che mi spingono a scrivere qui su Apirolio, i retroscena della mia dieta e un po’ di country life racchiusa fra il panorama degli Iblei e il mare di Avola.

Ho scaricato e editato due delle mie storie di Snapchat per condividerle con tutti.

Il primo evento che trovate più sotto ha visto la partnership fra Movimento Centrale, il bike cafè in Ortigia, a Siracusa, il gruppo di A.S.D. Nordic Walking “Quattro passi in compagnia” e Aruci Dolcezze Siciliane, uno dei migliori produttori di torroni, croccanti e “giuggiulene” che esistano. Tre realtà della Sicilia orientale che si sono incontrare domenica 5 giugno per fare rete e con l’occasione coniugare con sapienza food, wellness e intrattenimento.

Un’altra storia davvero gustosa è quella che ho raccontato grazie a Fuori Teatro, il circuito di eventi che ci conduce in una Siracusa tutta da scoprire, tanto glam, quanto elegante e piacevole, con i suoi locali davvero speciali, la cura dei dettagli e un profondo, appassionato amore per il Teatro Greco e le proprie bellezze.

Quello che vedrete, se non siete ancora utenti del fantasmino, potrebbe sconcertarvi a partire dal formato del video, perciò vi invito a lasciarmi le vostre impressioni, che siano spontanee, esattamente come le storie degli snappers di tutto il mondo.

 

 


#EverestNoFilter: Snapchat è sulla cima

#EverestNoFilter non è certo l’impresa del secolo, anche se forse mi sbaglio, ma sicuramente il primo tentativo di scalare la vetta dell’Everest senza il supporto dell’ossigeno trasmessa attraverso filmati e fotografie di Snapchat da due esperti (e spericolati, a mio parere) alpinisti americani: Adrian Ballinger e Cory Richards.

Con lo snapcode everestnofilter ci hanno permesso di accompagnarli in diretta nel loro tentativo di scalata (di per sé sempre pregevole per tanti motivi), usando filtri geolocalizzati originali, riuscendo a mantenere il loro pubblico sempre aggiornato sulle varie fasi dell’impresa.

Ho fatto alcuni screenshot (in slideshow alla fine del post) di quanto hanno trasmesso, ma vi assicuro che è molto più emozionante poter vedere i video. Sul sito dedicato a questa avventura scopriamo che Ballinger è l’unico americano che ha sciato due picchi di 8mila metri, è stata la prima persona a sciare a Manaslu, l’ottava montagna più alta del mondo e nel 2011 è stato il primo a sfiorare la quota degli ottomila metri in solo tre settimane. È l’unica guida americana ad avere le certificazioni sia di guida AMGA / UIAGM e ha raggiunto più di dieci vette a quota ottomila metri.

Richards, da par suo, non è solo alpinista, ma anche visual storyteller, è stato nominato National Geographic Adventurer of the Year nel 2012, con la sua macchina fotografica ha ripreso gli angoli più remoti e selvaggi del mondo, dall’Himalaya al Nepal. Le sue foto sono pubblicate dal National Geographic e dal New York Times e i suoi documentari hanno ricevuto premi in quasi tutti i festival dei grandi film di avventura.

A ragion veduta, dopo aver visto i loro video, mi convinco sempre più di poter considerare Snapchat una nuova grande possibilità per la comunicazione di imprese ed eventi, con il valore aggiunto dell’immediatezza e dell’esclusività dei contenuti. Se anche voi vi state convincendo della bellezza di questo social network e delle opportunità che offre, seguitemi attraverso lo snapcode aleksandrasmt e, se siete di Siracusa e provincia, vi invito a partecipare al primo workshop dedicato a Snapchat per il mondo del marketing e delle imprese.

Questo slideshow richiede JavaScript.


Snappers: chi seguire e perché n°1

snapperscoverApirolio

Le ragioni per le quali Snapchat non è ancora un social network popolare fra noi italiani sono molteplici. La prima motivazione che viene addotta, ormai lo sentiamo ripetere come un refrain, è che è un social per adolescenti e ventenni brufolosi e casinari. In realtà i motivi sono più profondi, se vogliamo drammatizzare un po’ la situazione. Inizialmente pensavo fosse il caso di elencarli, ma ho cambiato idea, perché l’operazione che vorrei fare è in positivo, come mio solito.

Se avete installato GhostCodes come vi ho raccomandato di fare nel precedente articolo, avrete scoperto un intero mondo di snappers al di fuori della vostra cerchia di conoscenze (seppure ampia). I criteri per scegliere snappers da seguire sono quelli per interessi e categorie, certo non l’età: potete scegliere di caricare i profili di persone (e brand) che hanno i vostri stessi interessi oppure seguire snappers che fanno e raccontano qualcosa che piacerebbe fare anche a voi.

Interagire a prescindere dalla differenza di età

Molti snappers si occupano con una certa bravura e freschezza proprio di comunicazione, branding, marketing e fashion. Ne citerò due.

La dolcissima Alice Cerea, blogger di Glamour, che trovate con il nome utente alicecerea e che potete seguire in giro per Milano per scoprire i dietro le quinte di certi articoli e servizi, se siete appassionati di moda e prodotti di estetica. Oltre il mondo patinato, tutto quello che ci può essere di spontaneo e senza trucco, ma molto glamorous and glittering.

Un altro snapper giovanissimo (almeno in confronto alla mia età) è Matteo Garoli che dovete cercare con il nome utente shuzj. Matteo è un business consultant esperto di Instagram. Su Snapchat è principalmente english speaking, in privato interagisce anche in italiano ed è molto comunicativo nonché preciso ed efficace nelle tips che pubblica.

snappers1Apirolio

Interagire oltre confine: english speaking per davvero

Io sono curiosa dei modi di vivere (e mangiare) di paesi che non siano l’Italia, perciò seguo alcune persone che snappano da Toronto, da Sacramento, dalla Korea, dalla Malesia… E due utenti davvero speciali che si chiamano nomadbeautiful che altro non sono che la coppia di nomadi digitali e viaggiatori sostenibili i cui rispettivi nomi sono Gianni Bianchini e Ivana Greslikova, attivi su tutti i canali social e con un bellissimo blog in cui raccontano di tutti i loro viaggi e della loro scelta di vita, cioè nomadisbeautiful.

Se vi siete mai chiesti come vivono e raccontano l’Italia i non italiani, vi consiglio di seguire Wendy Holloway cioè flavorofitaly che fa base a Roma, ma viaggia molto raccontando in english città d’arte e cucina italiana. La signora Holloway usa Snapchat e GhostCodes con il piglio di una entrepreneur quale è. E no, non ha vent’anni, ma ama profondamente l’Italia.

Discorso a parte per lo snapper vitaminico che snappa da Sacramento, Emilio, che si presenta così:  #Bearded Creative in #Sacramento. Food. Social Media. Life. #TransparencyIsTruth. Il suo nome utente su Snapchat è themilsedition. In questo caso si tratta di english american speaking e di un sacco di best tips su come strutturare la comunicazione con Snapchat dalla grafica di foto e video fino alla cadenza con la quale suddividere le varie sezioni degli argomenti affrontati: seguitelo perché è bravissimo.

snappers2Apirolio

I am curious of ways to live (and eat) in other countries than Italy, so I follow some people who snap from Toronto, Sacramento, Korea, Malaysia … And two very special people who are called  nomadbeautiful, a couple of digital and sustainable nomadic travelers, Gianni Bianchini and Ivana Greslikova, active on all social channels, with a wonderful blog in which all tell of their travels and their life choice, called nomadisbeautiful.

If you’ve ever wondered how non Italian people living and telling Italy, I suggest to follow Wendy Holloway aka flavorofitaly which is based in Rome, but travels a lot telling about Italian cities and cuisine. Ms. Holloway uses Snapchat and GhostCodes with a look of an entrepreneur. And no, she’s not twenty years old, but deeply loves Italy.

A different story for the snapper from Sacramento, Emilio, which describe himself as: Creative #Bearded in #Sacramento. Food. Social Media. Life. #TransparencyIsTruth. His username on Snapchat is themilsedition. In this case: american speaking and a lot of best tips on how structure communication with Snapchat, from pictures and videos until frequency with which divide various sections of the topics: keep in touch with him because he’s interesting. (english writing dismissed)

snappers3Apirolio

Food, storytelling and Italian way of life

Altri utenti interessanti da seguire e con i quali fare conoscenza sono sicuramente i food blogger, gli utenti random (che non mi piace granché come definizione) e altri, che raccontano le loro giornate, dialogano molto spostandosi da un social all’altro, spesso portandosi dietro  vecchie e nuove conoscenze, mostrano eventi, family life, parlano del loro lavoro (possono essere psicologi, archeologi, social media manager, life coach…) e di tutto ciò che può accadere in una giornata:

pantonemrazzetazetaatdesign85ivan_psysergioamatullibarbara_bacc

La maggior parte degli snappers che ho nominato agiscono nell’ottica del personal branding, esattamente come faccio io (il mio nome utente è aleksandrasmt) che mi concentro molto su argomenti come il cibo, l’alimentazione, il mio progetto di Coding 4 Avola e la condivisione di articoli, eventi e bei posti, raccontando spesso il dietro le quinte degli articoli che scrivo per gustonews.it e per questo blog.

snappes4Apirolio

Fare branding su Snapchat non è inutile come si possa pensare, basta dare un’occhiata alle promozioni che lancia chocjohnny dal suo profilo e dai video dei clienti che si nutrono beati e soddisfatti di quantità industriali di cioccolata in tutte le forme che vi possono venire in mente (lui parla tantissimo, però è bravo a lanciare offerte delle quali si può approfittare facendo gli screenshot degli snap, peccato sia in Australia). Non è l’unica azienda presente su Snapchat, così come non mancano anche università, associazioni e organizzazioni no profit. A voi la scelta.

 


Snapchat & GhostCodes 5 motivi perché sì

Snapchat & GhostCodes e già siete più confusi del solito, posso immaginarlo. Fino a due settimane fa neanche io ne sapevo quasi nulla, soprattutto di GhostCodes, perché l’app non era ancora disponibile per Android, ma solo per i device iOS.

Di Snapchat ne state sentendo parlare in tutte le salse, la prima asserzione diffusa ovunque è che sia un social network popolato di adolescenti sfaccendati o di individui dalla dubbia moralità che si scambiano immagini e video troppo intimi. Io non ne ho incontrato neanche mezzo.

Snapchat è un’app per smartphone e tablet, un servizio di messaggistica istantanea, immediata e spontanea che permette di condividere foto e video che rimangono a disposizione degli altri snappers fino a un massimo di dieci secondi e, se li inserite in una “storia”, fino a un massimo di 24 ore.

I tutorial in rete sono moltissimi, sia in italiano che in inglese, basta digitare Snapchat nella barra del browser e i suggerimenti vi appariranno subito, perciò non mi dilungherò oltre sul funzionamento di questo social network. Inserisco in questo articolo, il mio (primo) tutorial in italiano per GhostCodes. Fatemi sapere cosa ne pensate 🙂 Se ci riesco, lo trasformo in un video da caricare sul mio canale Youtube.

Questo slideshow richiede JavaScript.

1) GhostCodes è un modo semplice e divertente per scoprire nuove persone su Snapchat, così recita l’home page del sito: se vi siete chiesti, come me, dove e come trovare nuovi contatti su Snapchat oltre la vostra rubrica del telefono, questa app per iOS e Android (da pochissimo!) fa al caso vostro.

2) GhostCodes vi permetterà di creare un profilo completo dei vostri interessi e di cercare altrettanti snappers attraverso le categorie in cui si sono iscritti: fitness, viral stars, entrepreneurs, storytellers, business, inspirational, travel, night life, music, entertainment, vlogger, comedians, celebrity, beauty, artists, foodies (la mia categoria!), techie, brands, news, adventure, #cool, family life, interesting, gamers, marketing, non profit, sports, fashion, lgbt, places, education, photography, health, pets, spiritual… Ne ho sicuramente saltate almeno due! Io ne inserirei una (perché manca): quella dei digital nomads.

3) Chi potete trovare su GhostCodes e quindi su Snapchat? Quelli come voi che stanno cercando di comunicare il proprio lavoro e condividere le proprie competenze e interessi nel vissuto quotidiano in modo fresco e immediato. Se potete sbizzarrirvi a seguire snappers da tutto il mondo? Sì! Anzi, ve lo consiglio vivamente, perché vi aiuterà a comprendere che non c’è un modo perfetto per condividere le vostre foto e i vostri video, ma si fa e basta, cercando prima di tutto di divertirsi.

4) Cos’ha di speciale GhostCodes? Innanzitutto, vi dà la possibilità di creare un profilo personale completo di tutti i vostri account social: Snapchat, Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, LinkedIn e Pinterest.

5) Con un colpo d’occhio è quindi possibile scegliere se seguire gli altri snappers anche sugli altri social media: questo perché a media diverso, corrispondono contenuti diversi, un diverso modo di comunicarli e, non per ultimo, una disponibilità differente: testi più lunghi, video completi, siti personali e altro.

Non sono la prima a sostenerlo, se il contenuto non è più il re, per cosa ha abdicato? L’interazione è ora la regina.

 


Mappa e vinci con Guidabile a Siracusa

Non conoscete ancora Mappa e vinci con Guidabile? Vivete a Siracusa e vi piacerebbe partecipare a un gioco utile ed avere la possibilità di vincere dei premi interessanti? Mancano ancora dieci giorni al termine della gara. Basta iscriversi cliccando qui e iniziare a mappare i luoghi accessibili della città.

homeMappaEVinciGuidabile

Lo aveva promesso Valentina Amico, quando parlammo di Guidabile per Blog d’Innovazione: sarà un’app di tipo ludico esperienziale, un gioco utile, qualcosa di bello per la città di Siracusa e per tutte quelle che verranno coinvolte nel tempo. E qualcosa di bello anche per i cittadini di Siracusa, che abbiano o meno difficoltà motorie, per vivere tutti insieme senza barriere questi splendidi luoghi.

 

Ne ha fatta di strada Guidabile! Dopo aver vinto lo Startup Weekend di Catania l’anno precedente, sono una delle startup selezionate dal comune di Siracusa per il progetto Eureka 2.0 promosso dalla Fondazione Comunità Val di Noto. L’obbiettivo è sempre quello di accrescere la base dati dei luoghi accessibili attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. Continua a leggere


Assistente in progettazione sociale: un corso, molteplici prospettive

impacthubprogettazionesociale

Avete mai sentito parlare di impresa sociale? E di progettazione e innovazione sociale? Se sì, e non siete stakeholder del settore, vi sarete sicuramente chiesti come sia possibile acquisire competenze in questi campi, forse avete un progetto nel cassetto, ma non avete abbastanza strumenti e conoscenze per affrontare il monolite dei fondi europei e Horizon 2020 vi sembra irraggiungibile. Oppure vorreste acquisire nuove competenze per risolvervi a rinnovare il vostro curriculum vitae, per dare una svolta diversa alla vostra vita lavorativa.

Dal 5 maggio al 10 giugno, presso la sede di Impact Hub Siracusa, si svolgerà la seconda edizione del corso di formazione professionale in Progettazione e Innovazione Sociale. Io ho partecipato alla prima edizione, fra gennaio e febbraio di quest’anno, ed è stato molto utile.

Uno dei futuri possibili e immediati nel mondo del lavoro è sicuramente fare impresa sociale e occuparsi di progettazione da questo punto di vista: l’Europa stessa sta già stanziando fondi in questo settore, con Horizon 2020 siamo già proiettati in una fase propositiva e di avviamento concreto di imprese low profit che mirano alla costituzione di nuove realtà che riescano a coniugare istanze economiche e sociali, appunto.

La mia esperienza di corsista è stata più che soddisfacente perché il corso è organizzato da esperti che vivono quotidianamente la realtà di imprese sociali, che fanno progettazione a livello europeo e locale, che si occupano di startup, di comunicazione, di fondi dedicati, che conoscono e praticano, insomma, i diversi aspetti che compongono il corso.

Soprattutto, durante il corso, ogni modulo di cui è composto prevede quelle che possiamo chiamare esercitazioni pratiche, ma che hanno il valore aggiunto di essere condotte all’interno di un ambiente e di un gruppo di lavoro per i quali un’esercitazione ha la reale possibilità di diventare “fare impresa sociale” applicata.

Questo può accadere perché vi saranno forniti tutti gli strumenti utili: dal business model canvas al quadro logico, passando per lo storytelling e le tecniche per fare un buon pitch, dalla guida ai fondi europei alle indicazioni fondamentali per districarsi in ambito economico. Senza dimenticare un’analisi approfondita di concetti quali l’innovazione di prodotto, di processo e di servizio oppure quella delle politiche sociali ed economiche.

Inoltre, un valore aggiunto da non dimenticare, è il mutuo scambio di competenze e informazioni che arriva dai partecipanti stessi a corsi di questo tipo. Siamo stati una bella classe, con personalità e un bagaglio di esperienze lavorative importanti e interessanti e credo che questa seconda edizione, sarà altrettanto densa di incontri, conoscenze e opportunità.

C’è molto da raccontare, ma non è possibile riassumere un corso di questo livello in un blog post. Il mio invito è a informarsi e passare a visitare gli ambienti accoglienti e stimolanti di Impact Hub presso i quali si svolgerà il corso. Chissà che non ci incontriamo 😉

Questo slideshow richiede JavaScript.


Al Bar Etna

Il Bar era, è, e auspico resti, quel luogo per riunirsi, stare insieme o soli, scambiare o ascoltare racconti, fatti, idee, informazioni, mentre si sorseggia un caffé o un drink

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

ilpagliarino

Che la luce sia con te ...il portfolio fotografico di Luca Pagliarino

IL BLOG DELLA GHIANDAIA IMITATRICE

Peeta: Tu mi ami, vero o falso? Katniss: Vero!!!

pe®izoma

Bisogna farsi Dio